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Le motivazioni della sentenza del processo Ruby: Berlusconi sapeva dell’età ma non esitò a far sesso con la minore in cambio di soldi, gioielli e benefici. Un collaudato sistema prostitutivo

Le motivazioni della sentenza del processo Ruby: Berlusconi sapeva dell’età ma non esitò a far sesso con la minore in cambio di soldi, gioielli e benefici. Un collaudato sistema prostitutivo

Pubblicate le motivazioni della sentenza del processo Ruby che ha inflitto 7 anni di carcere a Silvio Berlusconi, ma per il presidente del collegio giudicante che nega ai giornalisti di prenderne visione. Una decisione tutto sommato insolita, tuttavia in piena sintonia con quanto prevede il codice poiché i cronisti non sono legittimati a leggere od ottenere copie in quanto non “parti processuali”. Ma poco importa, le strade per ottenerle ci sono, senza violazione alcuna. E la sentenza può esser pubblicata per intero.

Dunque, all’epoca dei fatti, e si sapeva, Ruby, originaria del Marocco, al secolo El Mahroug Karima, era minorenne e per i giudici che lo hanno condannato per prostituzione minorile e concussione il Cavaliere “sapeva”. Nonostante ciò la ragazza fu inserita nel “sistema prostitutivo” di Arcore. Sesso in cambio di ingenti somme di denaro, gioielli e altri benefici. E poi corruzione di testimoni con, per l’ex premier, “capacità a delinquere” e “sistematica attività di inquinamento probatorio”.

1ruby10 questuraA proposito dell’intervento telefonico dell’allora Capo del Governo con la Questura nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 che ha determinato il reato di concussione, i giudici della IV sezione del Tribunale di Milano rimarcano “la sproporzione tra l’intensità e la costrizione, proveniente dalla seconda carica istituzionale dello Stato, rispetto allo scopo avuto di mira, nel caso di specie il rilascio di una prostituta di 17 anni”. Per i giudici, nella telefonata, Silvio Berlusconi “se davvero non fosse stato al corrente della minore età della ragazza all’epoca della loro frequentazione, come dallo stesso affermato, egli non avrebbe avuto alcun motivo di intervenire, telefonando al capo di gabinetto Pietro Ostuni per evitare il collocamento della giovane in comunità protetta”. Quella notte, come si ricorderà, Berlusconi segnalò addirittura “una presunta parentela di El Mahroug Karima con il presidente Mubarak”.

1ruby2In ogni caso Berlusconi “non cessò affatto di avere rapporti con la minorenne” dopo la notte del controllo in Questura, “tanto che ne pretese l’affidamento a Nicole Minetti, una delle fedeli frequentatrici della residenza di Arcore, bene inserita nel sistema prostitutivo, la quale coadiuvava addirittura l’imputato nella gestione degli appartamenti di via Olgettina, provvedendo a mantenere i contatti con il gestore dell’immobiliare e con il ragioniere Giuseppe Spinelli per i pagamenti delle spese e dei canoni di affitto delle ragazze”.

Berlusconi, si legge nelle 332 pagine delle motivazioni della condanna, era il “regista delle esibizioni sessuali delle giovani donne” che “dava il via al cosiddetto bunga bunga, in cui le ospiti di sesso femminile si attivavano per soddisfare i desideri dell’imputato, ossia per fargli provare piaceri corporei”. I giudici spiegano che il bunga bunga, “come chiarito dalla stessa El Mahroug” Karima, ossia Ruby, 1ruby8minetticonsisteva in “balli con il palo da lap dance, spogliarelli, travestimenti e toccamenti reciproci”. Spiegano quindi che “a tale preludio faceva poi seguito la notte ad Arcore con il presidente del consiglio in promiscuità sessuale, ma soltanto per alcune giovani scelte personalmente dal padrone di casa tra le sue ospiti femminili. Certo è che, fra queste, egli scelse El Mahroug Karima in almeno due occasioni”. Per il tribunale Ruby “è lungi dall’apparire una ragazza sprovveduta”

Ce ne è pure per i testi, come per la senatrice Maria Rosaria Rossi e l’eurodeputato Licia Ronzulli, così come una serie di ragazze ospiti alle serate di Arcore, il pianista Danilo Mariani con la moglie Simonetta Iosi e Mariano Apicella. Tutti hanno “mentito” quando hanno testimoniato in aula per “personali vantaggi economici e di carriera loro derivanti da deposizioni compiacenti”.

Riccardo Marini