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Le banali considerazioni del Governatore della Banca d’Italia. Critica de Il Domani d’Italia

Le banali considerazioni del Governatore della Banca d’Italia. Critica de Il Domani d’Italia

Il Domani d’Italia, diretto dal senatore Luci D’Ubaldo ha pubblicato il seguente articola che commenta, e critica, con un articolo a firma Censorius l’intervento del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che integralmente facciamo seguire:

“Quest’anno l’accoglienza che i media riservano alle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia non sono particolarmente generose. Salvo un certo rispetto protocollare, come sempre dovuto all’istituto di via Nazionale, si avverte tra le righe un certo grado di delusione per le scarne indicazioni sulla strategia da seguire. Evidentemente non basta dire che per intercettare la ripresa l’Italia deve andare avanti con le riforme.

Alcune critiche si sono appuntate, ad esempio nel commento di “Scenari economici”, sul tenore di alcuni tweet lanciati nel corso della relazione del governatore. In effetti, la semplificazione del messaggio stride alle volte con la difesa di una immagine di serietàe autorevolezza: invece di rafforzare una tesi, si rischia di banalizzarla. Non èquesto che la pubblica opinione si attende dalla Banca d’Italia. Il sospetto è che la debolezza della comunicazione corrisponda a un blocco di elaborazione (o a una diminuita capacità di valutazione e previsione) del nostro “pensatoio economico” più prestigioso.

Il piùgraffiante nella critica èstato Carlo Clericetti che sul blog di repubblica.it, con un titolo di per séeloquente (“Il renzismo-veltronismo di Bankitalia”), messo in evidenza fin dall’apertura il senso delle sue osservazioni. Una volta c’era il marxismo-leninismo, poi sono andati di moda il pensiero debole e la morte delle ideologie. “Se dovessimo trovare – scrive Clericetti – una definizione per l’orientamento delle Considerazioni finali di quest’anno del governatore di Bankitalia, ci verrebbe da dire che sono ispirate al renzismo-veltronismo. Renzismo perché, pur nei modi indiretti e formali caratteristici della prosa in questa occasione, l’approvazione per le misure del governo appare quasi totale; e veltronismo perché nelle Considerazioni ci sono numerosi “ma anche”, un tormentone che era una caratteristica dei discorsi dell’ex segretario del Pd”.

Fin qui potremmo dire che il giudizio estetico fa premio sulla concreta disamina del testo. Ma il commento non si arresta alla forma: “A parte questo – scrive ancora Clericetti – nelle Considerazioni di quest’anno c’èben poco da rilevare. Tutto va nel migliore dei modi, perchéanche se la crisi ancora non ècompletamente superata tutti, in Italia e in Europa, stanno facendo le cose giuste, e si tratta solo di portare a termine il lavoro iniziato”. Insomma, una mezza stroncatura che marca l’insoddisfazione per la pochezza del  tradizionale di Visco all’Assemblea annuale della Banca.

Le conclusioni sono ancora più pesanti. Basta leggere: “Per il resto, saràforse per un limite personale, ma non mi riesce di trovare spunti di rilievo nelle Considerazioni di quest’anno. Aggiungerei solo un pizzico di stupore per l’osservazione che “emergono segni di miglioramento nel mercato del credito”, visto che “in marzo i prestiti alle imprese erano del 2,2% piùbassi di un anno prima”, e questo segnala “una forte attenuazione della caduta che osserviamo da tre anni”. Il miglioramento cioèsta nel fatto che da tre anni continuiamo a cadere, ma in marzo siamo caduti piùlentamente. Non c’èche dire, questo sìche èun segnale di ripresa”.

Che dire? Se non èuna bocciatura clamorosa, poco ci manca. Il governatore non può far finta di nulla.