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Le armi alla Siria partirebbero dal porto ucraino di Oktyabrsk. A rivelarlo un istituto americano che segue tutti gli spostamenti del mar nero e del Mediterraneo.

Le armi alla Siria partirebbero dal porto ucraino di Oktyabrsk. A rivelarlo un istituto americano che segue tutti gli spostamenti del mar nero e del Mediterraneo.

Le armi alla Siria partirebbero dal Mar Nero. A rivelarlo è uno studio effettuato dall’organizzazione no profit americana C4ads di Washington che avrebbe monitorato tutti i movimenti delle navi mercantili in movimento nel Mar nero e nel Mediterraneo, con particolare riguardo a quelli del mercantile “Ocean Fortune” che dalla Russia si è diretto verso la Siria. Una rotta a rischio quella del “Ocean Fortune il quale, dopo aver attraversato lo stretto del Bosforo faceva perdere le proprie tracce per lunghi periodi salvo ricomparire, poi, all’improvviso sugli schermi rada, proprio in prossimità delle zone considerate “calde”.

Si é trattato di un comportamento molto simile a quelli tenuti da numerosi cargo sui quali si sono puntati gli occhi degli agenti di diversi servizi di intelligence occidentali. Le informazioni raccolte porterebbe a far luce su di un importante traffico di armi diretto non solo verso la Siria, cosa confermata dal premier sovietico Putin il quale ha difeso a spada tratta il diritto della Russia di vendere armi alla Siria, ma anche verso il Kenya ed altri paesi nei quali sono in corso scontri armati e conflitti.

Al centro delle indagini compiute dall’Istituto statunitense vi sarebbe il porto ucraino di Oktyabrsk, scalo portuale del Mar Nero, e punto di partenza di questi carichi “strani”, come hanno confermato le indagini compiute da Amnesty International, Si tratterebbe di un traffico internazionale che frutta diversi milioni di dollari e del quale non esistono, almeno ufficialmente, riscontri satellitari.

Ocean Fortune

Ocean Fortune


Lungo queste rotte, in parte appurate, in parte coperte, si sarebbero anche mosse le batterie dei missili antiaereo S300. Ordigni sofisticati che renderebbero difficile un eventuale attacco aereo contro la Siria. Il raggio di azione di tali sistemi missilistici è talmente lungo ed ogni tentativo di penetrare lo spazio aereo di Damasco sarebbe impossibile. Al fianco di tali batterie missilistiche vi sono i missili antinave P-800 Yakhont che hanno un raggio di azione di 300 km.

Enrico Barone