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Laura Boldrini a Sergio Marchionne: non vengo. Dovevi invitarmi prima!

Laura Boldrini a Sergio Marchionne:  non vengo. Dovevi invitarmi prima!

“Gentile dott. Marchionne, La ringrazio per la sua cortese lettera del 28 Giugno e per l’invito che mi ha rivolto… Impegni istituzionali già in agenda purtroppo non mi consentono di accogliere l’invito alla cerimonia del 9 Luglio in Val di Sangro. Certa che non mancheranno ulteriori occasioni di confronto” Sono la parte iniziale e quella finale di una lettera scritta dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, all’Amministratore Delegato della Fiat. Sergio Marchionne.

Una lettera rivelatrice grazie alla quale veniamo a sapere che, adesso, se la Fiat organizza un’iniziativa così importante, come quella per la quale si ritiene opportuno invitare la Terza carica dello Stato, all’ospite vengono dati appena dieci 10 giorni scarsi, come se il Presidente della Camera non avesse altro da fare. Evidentemente, al Lingotto hanno proprio perso le buone maniere e pensano di poter sempre contare su politici o politicanti che, pur di essere invitati ad una delle vecchie “corti” più importanti d’Italia, non stanno a guardare a queste facezie. Male che vada cancelleranno altri appuntamenti precedentemente presi.

A noi non risulta che il compianto avvocato Agnelli o l’educatissimo fratello Umberto usassero questi sistemi. Pensiamo che, per tempo, avrebbero fatto, magari solo per galanteria, visto che l’invitata é una signora, una telefonata esplorativa e, poi, con almeno un paio di mesi di preavviso avrebbero inviato la lettera ufficiale. L’obiettivo, infatti, non dovrebbe essere quello di rischiare un antipatico rifiuto. Magari, com’è nel caso in specie, motivato dal fatto che l’agenda della Presidente della Camera potrebbe essere zeppa almeno come quella di Sergio Marchionne e dei fratelli Elkann.

Con la sua lettera, però, Laura Boldrini si toglie anche qualche, chiamiamolo così, sassolino dalle scarpe. Lo fa con molto garbo, ma con una certa fermezza. Forse non proprio con quel linguaggio “istituzionale”, del dire e non dire, che Sergio Marchionne si sarebbe immaginato.
Così, la Presidente della Camera nella sua lettera si occupa anche dei problemi di quella parte del mondo del lavoro fatto soprattutto di disoccupazione e precarietà.
marchionne
Marchionne aveva fatto spallucce al fatto che la Presidente della Camera avesse ricevuto la Fiom a Montecitorio? Era arrivato a dire che il sindacato dei metalmeccanici della Cgil avrebbe una scarsa rappresentatività? La Boldrini, coglie l’occasione per rispondergli per le rime. L’Ad della Fiat sostiene da sempre che il lavoro è “da reinventare e ripensare sotto nuove forme e in chiave di innovazione e di produttività”? La Boldrini gli scrive:” Cerco, per questa ragione, di sollecitare, per quanto è nelle mie facoltà, l’esame di proposte di legge di iniziativa governativa o parlamentare che si propongono di stimolare e incoraggiare nuova occupazione”.

Impietosa continua: “Per ogni fabbrica che chiude e per ogni impresa che trasferisce la produzione all’estero, centinaia di famiglie precipitano nel disagio sociale e il nostro sistema economico diventa più povero e più debole nella competizione internazionale. Siamo consapevoli che bisogna invertire quanto prima questa tendenza e ognuno di noi può fare qualcosa di utile. La politica, certamente, ma anche il mondo sindacale e quello imprenditoriale. Tutti siamo chiamati a sfide nuove”.

Qualche giornale non distante dalla Fiat, ha parlato di uno “sgarbo” della Presidente Boldrini a Sergio Marchionne. Noi non siamo seguaci né del Sel, né di Laura Boldrini e neppure amici o nemici della Fiat. Troviamo solo giusto che le cose vengano dette con educazione e… per tempo e che, soprattutto, in questo Paese venga ristabilito il senso del rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta.

Giancarlo Infante