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La trasferta dei tifosi romanisti a Napoli per la gara di ritorno di Coppa Italia: ci scrive il dott. Enrico Margaritondo

La trasferta dei tifosi romanisti a Napoli per la gara di ritorno di Coppa Italia: ci scrive il dott. Enrico Margaritondo

Una storia di straordinaria follia che rasenta l’incredibile. Ci scrive il dottor Enrico Margaritondo, medico sportivo e chirurgo della mano alla clinica Paideia di Roma, nel dettagliato resoconto di una “trasferta”, postato anche su Facebook, che si sapeva comunque difficile per i tifosi della Roma nel dettagliato resoconto del giovane figlio Augusto, calciatore diciannovenne:

“Alla stazione Termini il pomeriggio di mercoledì 12 febbraio tutti con regolare biglietto ma fatti partire con 70 minuti di ritardo. Presi dai pullman alla stazione di Napoli e portati in gita turistica con arrivo allo stadio al 30’ del primo tempo. Perquisizione accurata e ripresa TV di tutti i visi con schedatura. Rinchiusi in gabbione fatiscente chiamato settore ospiti.

A fine partita, attesa di 4 ore dentro lo stadio senza cibo e senza acqua. Portati alla stazione di Napoli Centrale alle 3 di notte con treno delle 4 poi partito con notevole ritardo.Arrivo a Roma alle 8.

Chiedo al Sig. Ministro degli Interni, ai Questori di Roma e Napoli, ai responsabili della sicurezza dello stadio San Paolo, come avrebbero definito questi comportamenti se fossero stati adottati nei confronti della popolazione negra in Sud Africa ai tempi dell’apartheid.
Un plauso invece alle forze dell’ordine ed agli steward che hanno cercato di alleviare i disagi.

Enrico Margaritondo

RomaSettimanale.it si associa alle richieste del padre di Augusto