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LA SCOMPARSA DI ANTONIO MANGANELLI UN CAPO DELLA POLIZIA APPREZZATO DA TUTTI

Era stato il Capo della Polizia per  otto anni. Era passato indenne tra le bufere scoppiate dopo il G8, aveva legato il suo nome alle più brillanti operazioni compiute dalla Polizia nella repressione al  fenomeno mafioso, era stato uno dei primi collaboratori dei giudici Falcone e Borsellino. Un poliziotto vero, quasi da film. Antonio Manganelli, 62 anni, è stato stroncato da un male silenzioso, oscuro e quasi incurabile, il tumore, che lo ha obbligato a lottare negli ultimi anni della vita ed a sottoporsi a cure lunghe ed estenuanti  che lo avevano portato sino negli Stati Uniti. Non si era mai lamentato, era rimasto in servizio al suo posto sul ponte di comando sino a due settimane orsono quando una grave emorragia lo aveva costretto sul letto di ospedale. Quaasi un uomo di altri tempi e non per nulla, gli uomini politici gli hanno tributato onori e lodi parole sincere, forse anche non richieste. Laureatosi in giurisprudenza Napoli aveva conseguito la specializzazione a Bologna e subito dopo aveva iniziato il suo percorso in Polizia. Primo incarico la Criminalpol dove aveva avuto modo di mettersi in luce per il suo senso delle indagini e la sua tenacia. Destinato a Palermo aveva affiancato i giudici Falcone e Borsellino nel combattere il fenomeno mafioso. Il suo nome venne legato a quello di Buscetta e di  Nitto Santapaola. Amava dialogare con i suoi uomini, li trattava da collaboratori e non da dipendenti. Ebbe il coraggio di fare le proprie scuse e quelle della Polizia alla famiglia di un giovane, perito a causa delle percosse subite da quattro agenti. Scuse non richieste ma gradite, tanto che quella famiglia si è stretta al dolore dei familiari del prefetto. Lo stesso fece all’indomani del G8 quando la Polizia venne messa sul banco degli imputati per gli episodi di violenza registrati. E’ stato sempre attento alla cultura, alle esigenze dei cittadini, ai cosidetti “bisogni della gente”. Doti che dovrebbero far parte del bagaglio tecnico di ogni operatori attento di Polizia. Non sarà facile sostituirlo ne avvertiremo a lungo la mancanza.