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La Russia pronta a bombardare l’Isis in Siria. Incontro all’Onu tra Obama e Putin

A general view shows destroyed buildings following shelling by regime forces on Syria's northern city of Aleppo on October 18, 2012. International peace envoy Lakhdar Brahimi called this week for a temporary ceasefire in Syria during the four-day Eid al-Adha holiday, which starts on October 26.  AFP PHOTO/TAUSEEF MUSTAFA        (Photo credit should read TAUSEEF MUSTAFA/AFP/Getty Images)

La Russia starebbe per aggiungere i suoi bombardamenti a quelli della coalizione occidentale contro le postazioni dei miliziani dell’Isis, o Daesh, in Siria e in Iraq. Mosca, così, aumenterebbe il proprio coinvolgimento nello scacchiere Mediorinetale dove è intenzionata a difendere le posizioni del Governo di Damasco, un fedele alleato da quasi cinquant’anni.

A margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato quello statunitense Barack Obama. I due hanno ribadito le loro reciproche posizioni, divergenti sul rapporto con il regime di Bashar al- Assad e sul futuro assetto della Siria.

Obama, ha detto, non intende sostenere un tiranno come Assad, mentre Putin insiste nel dire che il tracollo dell’attuale esecutivo di Damasco aggraverebbe solamente la situazione. E’ chiaro, comunque, che i due hanno un interesse comune nello sconfiggere il Califfato islamico  che ha creato un vero e proprio stato autonomo, a cavallo tra Iraq e Siria. E’ chiaro, altrettanto, che è interesse comune disegnare un nuovo equilibrio in una regione sconvolta oramai da oltre 20 anni di guerre che hanno sempre rischiato di innescare situazioni di conflitto più ampie.

La Francia, intanto, difende la propria decisione di effettuare i bombardamenti in Siria come una legittima difesa provocando la reazione contraria di Italia e Germania, assolutamente contrarie ad atti unilaterali che non facciano parte di un’azione internazionale.

Matteo Renzi ha detto invece di non concordare affatto con la decisione del Presidente francese Hollande ed ha ricordato il caos provocato a suo tempo in Libia quando anche i francesi vollero la caduta di Gheddafi senza preoccuparsi, prima, di definire un assetto utile a stabilizzare la situazione del paese nord africano.

E’ sostanzialmente la stessa posizione di  Vladimir Putin, secondo il quale dovranno essere i siriani a decidere se e quando Bashar al-Assad  dovrà lasciare il potere. Intanto, è necessario un impegno internazionale contro il terrorismo che il Presidente russo ha paragonato ad Hitler.