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La rivolta dilaga in Ucraina. Continui scontri a Kiev tra polizia e dimostranti mentre si fa più pesante il bilancio delle vittime: 28 morti e 287 feriti

La rivolta dilaga in Ucraina. Continui scontri a Kiev tra polizia e dimostranti mentre si fa più pesante il bilancio delle vittime: 28 morti e 287 feriti

Ucraina, è guerra aperta ormai. La rivolta dilaga sanguinosa per le strade di Kiev. Altre vittime si aggiungono a quelle dei precedenti incidenti. Ora il bilancio parla di 28 morti e 287 feriti. Cifre ufficiali, ma si teme che siano già decisamente di più. E’ durata così poche ore la tregua annunciata dal presidente Viktor Yanukovich. I manifestanti hanno di nuovo occupato la piazza Maidan, simbolo della protesta filo-europea e anti-governativa e sono ripresi, violenti, gli scontri tra le forze di sicurezza del contestato presidente e i gruppi più irriducibili dei manifestanti. Il vertice tra i ministri Ue e il presidente ucraino viene prima annullato e poi confermato.

Un’emittente televisiva ucraina ha diffuso la notizia di sette cadaveri di dimostranti i cui corpi sarebbero distesi su un marciapiede, nascosti da coperte. Apparterrebbero tutti a uomini di mezza età. Secondo la Tv le vittime sarebbero state uccise da colpi di fucile sparati da cecchini della polizia, che avrebbero volutamente mirato alle teste. Un accusa, se confermata, di una gravità eccezionale. Le voci, come 1kievoggi2sempre in questi casi, si rincorrono, spesso molto difformi tra loro. Il giornale Kiev Post, ad esempio, riferisce di 35 vittime solo negli scontri di stamani.

Corre anche la voce di una cinquantina di poliziotti che sarebbero stati fatti prigionieri dagli insorti. Sarebbero stati condotti in un edificio occupato vicino al municipio di Kiev facendoli passare, come alle “forche caudine” attraverso un corridoio di minacciosi dimostranti antigovernativi che gridavano insulti. Intanto, il Parlamento è stato fatto sgombrare per motivi di sicurezza.

Ed è giallo sul previsto incontro Yanukovich dei ministri europei. A kiev erano arrivati i ministri degli esteri francese, tedesco e polacco, oltre a un inviato da Mosca, per incontrare appunto i rappresentanti del governo e dell’opposizione. Ma, vista la situazione, i ministri europei avevano deciso di cancellare l’incontro in quanto, avrebbero detto, “non c’è più alcun luogo sicuro nel centro di Kiev”. Ma un consigliere 1kievoggi3del presidente ucraino ha fatto sapere che il verice è in corso. Per oggi è anche prevista la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dell’Unione europea a Bruxelles per valutare l’ipotesi di sanzioni.

Frattanto si è appreso che a tre giorni dalla chiusura delle Olimpiadi invernali di Sochi una parte dei 43 atleti ucraini presenti ha deciso di ritirarsi e rientrare in Patria. Da parte sua, Mosca ha denunciato quello che definito un “tentativo di colpo di stato”, schierandosi con le autorità governative. Una condanna alla violenza in atto è giunta dal presidente americano Obama; il quale ha avvisato le parti in campo che in caso di continuazione degli scontri in atto “si oltrepasserà il segno”: da qui il fermo invito alle autorità ucraine di astenersi da ulteriore violenza. Il segretario generale della Nato, Anders Rasmnussem, ha, infine, annunciato che in caso di intervento dell’Esercito i legami con la Nato “saranno danneggiati”

Veronica Gabbuti