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La Procura di Roma starebbe per riaprire il “Caso Moro”? La notizia giunge dalla Gran Bretagna.

La Procura di Roma starebbe per riaprire il “Caso Moro”? La notizia giunge dalla Gran Bretagna.

The Guardian di Londra riprende, infatti, alcune notizie sul fatto che, appunto, la Procura della Repubblica della capitale italiana avrebbe preso la clamorosa decisione della riapertura delle indagini sul rapimento e la morte del Presidente della Democrazia Cristiana avvenuto nel 1978, per il riproporsi della teoria che le Brigate Rosse abbiano agito all’epoca in collegamento con entità straniere, ancora non identificate.

Si tratterebbe dell’ennesimo tassello di una vicenda che oramai dura da 35 anni e alla quale sono stati dedicati ben quattro processi. Per ora, il tutto si è concluso con la condanna dei componenti il gruppo di fuoco che 444433334444 faniil 16 Marzo 1978 sequestrò lo statista democristiano e uccise i cinque uomini della sua scorta. Con loro, identificati e condannati una buona parte dei complici e fiancheggiatori, tra i quali i carcerieri di Aldo Moro, poi ucciso a freddo il successivo 9 Maggio, quando poco dopo fu fatto ritrovare cadavere nell centralisima via Caetani, proprio a due passi dalla sede del Partito Comunista Italiano, allora in via delle Botteghe Oscure, 444433334444 caetanie da quella della Dc, in piazza del Gesù.

Fin dai primi momenti, anche per la preparazione mostrata dagli assalitori, si parlò di servizi stranieri che potevano stare dietro il criminale attentato. Secondo alcuni testimoni della strage di via Mario Fani, il luogo della zona Trionfale dove avvenne il sequestro di Moro, almeno un paio degli attentatori parlavano una lingua straniera. Poi, le indagini non riuscirono a dimostrare alcunché in direzione di una possibile pista estera.

Red