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La politica più che mai interviene su calciopoli Fifa. Cameron contro Blatter, Putin a favore

La politica più che mai interviene su calciopoli Fifa. Cameron contro Blatter, Putin a favore

Presidente della Fifa Sepp Blatter non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro e ritirare la propria candidatura per ottenere un quinto mandato al vertice della federazione mondiale del calcio. Lo ha detto nel corso di una riunione d’emergenza dell’organo di governo del calcio chiamata anche a decidere se mantenere o meno il programma di dar corso alle elezioni previste domani per il rinnovo delle cariche mondiali.

La politica, però, si è  subito buttata in mezzo alla calciopoli mondiale. Se il Primo ministro britannico, David Cameron, esorta Blatter a mettersi da parte il presidente russo Vladimir Putin lo sostiene in vista del quinto mandato.

La decisione di Blatter significa che domani le cose dovrebbero seguire il programma previsto, nonostante tutto.

Anche Michel Platini, a capo della europea Uefa, aveva chiesto il rinvio delle votazioni e a Blatter di ritirarsi dopo la crisi esplosa ai vertici del calcio mondiale anche se il Presidente della Fifa non è stato raggiunto da alcun provvedimento da parte degli inquirenti.

Platini ha comunque aggiunto che la Uefa potrebbe tenere una riunione straordinaria a Berlino in occasione della finale di Champions League tra Barcellona e Juventus. Una chiara minaccia su decisioni spiacevoli per la Fifa nel caso di una eventuale rielezione di un Blatter riconfermato nonostante le tante contrarietà di queste ultime ore.

Altre confederazioni, come quella africana, invece, vogliono che tutto proceda secondo programma.

Scoppierà la terza guerra mondiale allora per i ladroni della Fifa, la calciopoli mondiale? Domanda banale dalla risposta scontata: no. Però. La questione Blatter, perché adesso di questo si tratta, sta finendo in caciara: come abbiamo visto, infatti, se ne stanno occupando i politici.

Vladimir Putin è intervenuto a sostegno del Presidente della Fifa, non indagato, subito dopo che gli inquirenti americani e svizzeri hanno fatto ammanettare un po’ di dirigenti del calcio mondiale sostenendo che hanno preso mazzette per indicare la Russia e poi il Qatar come sedi organizzatrici dei prossimi Campionati del mondo di calcio.

Per il Presidente russo, infatti, si tratta di tutta una montatura imbastita dagli Stati Uniti per –ha detto testualmente Putin – “la rielezione di Blatter alla presidenza della Fifa ed è una gravissima violazione dei principi di come le organizzazioni internazionali di lavoro. Ovviamente, il timore dei moscoviti è che la vicenda gestita direttamente dal Procuratore generale degli Stati Uniti Loretta Lynch finisca per avere come possibile conseguenza anche l’annullamento della decisione a favore di Mosca di organizzare il girone finale della Coppa del mondo nel 2018.

Putin ha parlato anche in punto di diritto contestando il fatto che gli Stati Uniti abbiano giurisdizione su fatti non avvenuti nel loro territorio e su reati eventualmente compiuti da non cittadini statunitensi.

Del resto, lo stato d’animo del Presidente russo è pure comprensibile visto che se ci sono i corrotti ci devono essere dei corruttori che, nel caso di specie, sarebbero i governi dei paesi cui sono stati assegnati i giochi e i relativi consistenti giri d’affari.

Sul calcio mondiale però questa polemica politica non è certo l’ultima tegola a precipitarsi violentemente. La più economicamente pesante rischi di essere quella degli sponsor che minacciano di ritirarsi come già abbiamo detto della Coca Cola.

In difficoltà ci sono la Visa che assicura almeno 25 milioni di dollari l’anno, Adidas, la Budweiser, sponsor principale della Coppa del Mondo 2018.

Del resto, continua la calciopoli mondiale in una Fifa travolta dallo scandalo. Al punto che non ci sarebbe da meravigliarsi se domani non si dovesse tenere il voto per il rinnovo dei vertici del calcio internazionale.  Alcuni, infatti, chiedono di sospendere tutto mentre altri ritengono che sia più opportuno ripartire dalla sistemazione delle nuove cariche per ricostruire dopo una batosta che sta lasciando il segno. Tra coloro che chiedono la sospensione vi è pure Platini che ha sempre mostrato insofferenza nei confronti dei modi di fare di Blatter.

Sono salite, intanto, a 15 le persone messe sotto accusa da parte del Dipartimento alla giustizia americano e dalla giustizia svizzera con ben 47 capi d’imputazione. Tra di loro due vicepresidenti Fifa, uno in carica, Jeffrey Webb, e l’altro un ex, Jack Warner, e dei manager televisivi visto che una parte dei reati commessi riguardano proprio i diritti per trasmettere le partite dei campionati mondiali in televisione. Un giro d’affari enorme per cui sono state pagate tantissime e consistenti mazzette.

Si è parlato subito di tangenti per almeno 150 milioni di dollari, ma gli uffici del Dipartimento alla Giustizia Usa fanno sapere che siamo solo agli inizi dell’inchiesta.

Dopo l’assegnazione dei Campionati del mondo di Russia 2018 e di Qatar 2022, infatti, emergerebbe l’esistenza di un’indagine anche per quelli già svolti in Sud Africa in cui sarebbe coinvolto l’ex numero uno di Blatter, Jack Warner, per il pagamento di una tangente di 10 milioni di dollari.

E’ stata la stessa Loretta Lynch a parlare ai giornalisti sostenendo che gli inquirenti si sono trovati di fronte ad un caso di “corruzione dilagante” con il coinvolgimento di dirigenti del calcio mondiale che avrebbero “abusato delle loro posizioni per oltre 20 anni per intascare milioni di dollari in tangenti”. “Noi – ha proseguito- sradicheremo la corruzione dal calcio mondiale”.

La Lynch ha reso noto che due degli arrestati si sono già dichiarati colpevoli ma le autorità svizzere fanno sapere che i sei arrestati a Zurigo si sono già detti contrari all’estradizione veloce. Il Procuratore generale Usa ha quindi confermato che il Presidente della Fifa, Senn Blatter, al momento non è indagato.

Quest’ultimo, anzi, ha reso noto che il tutto sarebbe nato proprio da un dossier elaborato lo scorso anno dalla Fifa e si sta preparando alla battaglia per tornare a dirigere la federazione internazionale per il quinto mandato. Contro di lui si è levata la voce anche di un suo vecchio nemico, Diego Armando Maradona che vorrebbe vedere colui che è considerato da un pezzo il “padre padrone” del calcio mondiale fuori dai giochi una volta per tutte.

Il Principe Ali Bin Al-Hussein di Giordania che dovrebbe essere il rivale di Blatter per la presidenza Fifa   ha definito la situazione “un giorno triste per il calcio”.

I dirigenti Fifa più importanti incriminati sono Rafael Esquivel, Nicolas Leoz, Jeffrey Webb, Jack Warner, Eduardo Li, Eugenio Figueredo e Jose Maria Marin. Jeffrey Webb, cittadinanza delle Isole Cayman, è il vice presidente attuale e alla guida della Fifa per il Nord e Centro America e dei Caraibi, Concacaf.