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La fine dei corleonesi? Carabinieri sventano attentato mafioso ad Alfano

La fine dei corleonesi? Carabinieri sventano attentato mafioso ad Alfano

I carabinieri avrebbero smantellato il famoso mandamento mafioso di Corleone con l’arresto di sei eredi dei principali capi mafiosi in tempo in carcere con il duro regime 41 bis. Si tratterebbe di una vera e propria svolta epocale nella storia della guerra continua tra la principale organizzazione criminale italiane, ed internazionale, e le istituzioni e le forze dell’ordine. Nel corso degli anni il termine corleonesi ha assunto un significato a parte nella storia della Mafia diventando il sinonimo di spietatezza ed efficiente organizzazione criminale.

Si è trattato, infatti, di un gruppo di delinquenti che ha cambiato la storia della mafia italiana degli ultimi 40, 50 anni producendo capi come Luciano Liggio, Totò Reina e Bernardo Provenzano. Soprattutto questi ultimi due sono riusciti a restare in latitanza per decenni sfuggendo sistematicamente ad ogni ricerca.

I corleonesi sono anche i mafiosi responsabili della strategia stragista degli anni ’90 e degli omicidi più eccellenti mai compiuti nel corso del dopo guerra, in particolare quelli dei giudici Falcone e Borsellino.

I corleonesi, oltre ad ispirare film e serie tv di ogni genere, hanno dettato legge per decenni e lasciato una terribile striscia di sangue oltre che gestire la stragrande maggioranza delle finanze illecitamente  guadagnate in un’infinità di attività malavitose.

L’operazione dei carabinieri fa seguito a mesi di intercettazioni nel corso dei quali è stato delineato un piano mafioso per uccidere il Ministro dell’Interno Angelino Alfano cui veniva rimproverato un particolare indurimento delle norme sulla vita carceraria dei capi mafiosi.