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La Direzione del Pd tra sostegno a Letta e voglia di cambiare in un quadro di grande turbolenza

La Direzione del Pd tra sostegno a Letta e voglia di cambiare in un quadro di grande turbolenza

Lo spettacolo offerto da un po’ tutti gli attori della politica italiana continua ad essere sostanzialmente deprimente e a non far ben sperare sul fatto che si possano sciogliere molte delle incognite tanto pesanti sul nostro futuro e su quello dei nostri figli.

Oramai, si è consolidata l’opinione che la politica sia capace di fare molto poco per fare crescere il Paese, visto che le decisioni realmente importanti dipendono da identità internazionali, prima su tutto l’Europa, e dai centri finanziari piuttosto che dalle istituzioni democraticamente elette nei singoli paesdi. Non è però vero il contrario  Da partiti e uomini politici e di governo  i guai possono sempre venire. Soprattutto in Italia.

Quel poco che il Governo e il Parlamento italiano possono fare di positivo è indubbiamente legato alla decisione dei partiti e degli uomini di buona volontà in essi presenti di impegnarsi per il bene comune piuttosto che per  limitate rivendicazioni personali e di parte. Tutti noi siamo chiamati all’assunzione di responsabilità civile e politica, nonostante le carenze ed i limiti dei partiti e delle istituzioni.

Adesso, si riunisce la Direzione del Pd ed è preannunciato un incontro di Enrico Letta con Matteo Renzi. In ballo c’è il futuro del Paese e non solo le vicende interne di un partito combattuto tra  necessità di sostenere un Governo alla cui guida c’é un democratico e la tanta voglia di cambiare tutto. L’impegno del Pd non riguarda e non può essere limitato solamente a questioni pur importanti come sono quelle delle unioni civili e della legge elettorale.

Nel recente editoriale pubblicato da RomaSettimanale a firma di Claudio Pavoni si ricorda come l’economia reale continua a fornire dati sconfortanti e drammaticamente preoccupanti in materia di occupazione. Quanto ci vorrà affinché si riesca ad imprimere una svolta?

lavoratori

E’ molto probabile, persino auspicabile, che la Direzione del Pd si concluda con un “vogliamoci bene” e con la conferma che il primo partito italiano continua a sostenere  lealmente il Governo di Enrico Letta. L’unico, fino a prova contraria, che in questo momento sembra il Paese sia in grado di permettersi.

Se questa sarà la linea, allora, che il sostegno sia sincero e duraturo e non destinato a rimanere tale solo per un paio di giorni. Altrimenti, forse,  sarebbe meglio assumersi la responsabilità di una scelta alternativa. Ammesso che sia possibile intraprendere un percorso che, oggi, possa non tenere conto dei tanti fattori che  escludono la possibilità di una crisi e di andare alle elezioni politiche anticipate.

Giancarlo Infante