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La Croazia dal 1 luglio entra nella Ue ma tra l’indifferenza del suo popolo

La Croazia dal 1 luglio entra nella Ue  ma tra l’indifferenza del suo popolo

Da lunedì 1 luglio 2013 la Croazia diventa il 28 esimo Paese della Ue. In queste ore, intanto, sono, in corso le celebrazioni per festeggiare con i vertici dell’Unione e con gran parte dei capi di stato europei di quello che rappresenta più che un traguardo storico di quella zona di ex Juogoslavia, ma che appare, almeno dall’esterno, vissuto tra l’indifferenza di una popolazione afflitta, come tante, da una grave crisi economica. Una “festa” a conclusione di un percorso lungo e pure sanguinoso durato oltre 20 anni, cominciato con la secessione della Croazia dal grande stato fondato dal maresciallo Tito, sfociato poi in un sanguinoso conflitto fratricida tra ex componenti la stessa nazione, e infine, appunto, travolto da gravissimi problemi economici.

Dicevamo di una popolazione indifferente all’entrata nella Ue, se non addirittura ostile. Causa una recessione dall’apparenza inarrestabile e con un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, tra i più alti d’Europa. E per di più con notizie dall’estero, a cominciare dalla vicinissima italia, niente affatto confortanti, che preoccupano assai e incutono dubbi, perplessità e incertezze.

croaziaentra7 premierAlle porte dell’estate in Croazia, come del resto ogni anno, la situazione occupazionale è leggermente migliorata per assunzioni stagionali nel turismo, che rappresentano il punto forte dell’economia del paese. Un’occupazione, seppur temporanea, che, dati alla mano, sembrerebbe riguardare 330 mila persone. Si tratta, in ogni caso, della classica goccia nell’oceano. Ma dal turismo i croati si aspettano molto, per alleviare quella disoccupazione giovanile che è la terza in Europa con il 51 per cento, subito dopo il triste record della Grecia con il suo 59 per cento e la Spagna del 55 per cento, molto superiore alla media europea, che si attesta al 23 per cento.

Così, in queste condizioni, anche la Croazia entra a far parte della Ue. Sebbene si dovrà aspettare come minimo due anni prima di valutare l’eventuale scomparsa della loro moneta, la Kuna, a favore dell’Euro. L’applicazione degli accordi di Schengen sulla libera circolazione tra i paesi della Comunità Europea, avverrà soltanto nel 2015. Ma già dal primo luglio, almeno l’ingresso in Croazia sarà per i turisti molto semplificato.

Si avranno così meno formalità da rispettare, controlli meno rigidi e le code al confine che hanno caratterizzato tante vacanze e tanti viaggi verso queste coste dovrebbero sparire, o quanto meno diventar “più umane”. Anche per chi si CROAZIA10 caiccoimbarca sui traghetti diretti verso Spalato, Zara o Dubrovnik ci saranno notevoli vantaggi, con più semplici procedure di sbarco. Questo attesissimo primo luglio, sposterà dunque i confini geografici dell’est europeo, e porterà in primo luogo numerosi benefici ai turisti e ai viaggiatori che ne frequentano le paradisiache spiagge. Con tutto ciò che ne potrà seguire in futuro.

La Croazia ha oltre 1.500 km di coste e più di 1.000 isole e isolette sparse lungo tutto il litorale, distribuite in modo frastagliato, che formano uno scenario unico di rara bellezza. Il mare è limpido e le sue acque cristalline sono tra le più pulite del Mediterraneo. Qui la natura offre paesaggi da cartolina, con diverse città storiche incastonate in una natura rigogliosa e isole ricoperte di una fitta vegetazione. Appassionati di vela e di barche di ogni tipo e grandezza esplorano ogni anno le isole e i parchi nazionali. Un vero e proprio paradiso dai costi, ancora, molto contenuti. Chi è interessato alla Croazia si affretti. L’esperienza dice che presto, come avvenuto altrove, non sarà probabilmente più così.

Enrico Massidda