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La crisi si aggrava con le dimissioni dei ministri del Pdl. Oggi é muro contro muro. Prospettive?

La crisi si aggrava con le dimissioni dei ministri del Pdl. Oggi é muro contro muro. Prospettive?

I ministri del Pdl lasciano il Governo Letta. Il Presidente del Consiglio prende atto e decide di costringere i ministri dimissionari a spiegare la loro decisione, come ha detto esplicitamente, di fronte al Parlamento ed al Paese. La crisi, di colpo, subisce un’accelerazione.

Il Presidente della Repubblica, da Napoli, dove si tratterrà comunque, per l’anniversario della 4 giornate, fa solo sapere che non appena sarà a Roma si sentirà con Enrico Letta per concordare l’incontro nel corso del quale decideranno il da farsi. Se lo aspettava? Oppure non vuole far vedere di essere troppo impressionato?

Tutti pensavano che il vero momento della verità sarebbe venuto a partire da lunedì o martedì prossimi con la presentazione del Governo Letta alle Camere. Là sarebbe stato possibile raggiungere quel chiarimento che l’attuale Capo del Governo riteneva necessario, dopo l’annuncio delle dimissioni in massa dei parlamentari del Centro destra. Adesso, la crisi si ingarbuglia, ma non muta di molto la portata e la disposizione dei problemi in campo dal 30 Luglio. Il giorno in cui la Corte di Cassazione confermò la condanna milanese per Silvio Berlusconi.

La decisione delle dimissioni dei ministri pidiellini giunge, comunque, improvvisa. Molti esponenti importanti del partito di Berlusconi, come ad esempio Fabrizio Cicchitto, avevano proprio escluso una possibilità di questo genere fino a mezz’ora prima.
berlusconi arrabbiato
Berlusconi ed alcuni dei suoi più fedeli compagni di viaggio, invece, hanno deciso esattamente il contrario. Aspro é il rimprovero rivolto a Letta per non aver proceduto oltre, sui punti messi all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, primo fra tutti quello del congelamento dell’aumento dell’Iva. Martedì prossimo, infatti, mancando una decisione in materia scatterà di un punto l’Iva e gli uomini del Pdl che lo avevano indicato come uno dei loro obiettivi, invece, non lo raggiungeranno.

Berlusconi ha considerato la posizione di Letta come quella di un “ricattatore” perché, non subendo le pressioni del Pdl, ha, a sua volta, deciso di fermare tutto e di scegliere la strada della verifica, senza indugi.

Berlusconi sa quello che fa. Con lui, anche alcuni dei suoi. Non tutti però. Molti sono rimasti spiazzati dall’annuncio berlusconiano. Lo ha deciso da solo, o quasi?

C’é da chiedersi se la mossa debba servire a trattare da una posizione di forza l’eventuale recupero degli scarsi margini lasciati al Governo Letta o per concedere il via libera ad un Letta bis.

Se questa ipotesi non é realistica c’é solamente da pensare che abbia scelto il muro contro muro e deciso di aprire una pagina nuova dell’attuale vicenda politico parlamentare di cui neppure lui é, realisticamente, oggi in grado di definire gli sviluppi. In questa direzione va anche l’avvio di un’offensiva nei confronti della costituzione della Giunta per le Elezioni e le immunità del Senato. Secondo Berlusconi molti dei suoi componenti dovrebbero essere da considerare decaduti.
napolitano berlusconi
Sia tratta, però, di vedere se il “muro contro muro” possa essere la scelta migliore. Soprattutto, in considerazione del fatto che lui non ha i voti per cambiare le cose da solo in Parlamento.

Giancarlo Infante