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La crisi in Egitto: Hosni Mubarak scarcerato è ora in ospedale polemiche per la liberazione dell’ex Rais. Timore per il nuovo “Venerdì della rabbia”

La crisi in Egitto:  Hosni Mubarak scarcerato è ora in ospedale  polemiche per la liberazione dell’ex Rais.  Timore per il nuovo “Venerdì della rabbia”

L’ex Rais d’Egitto Hosni Mubarak è in libertà provvisoria “per motivi di salute” e si trova in un ospedale militare a Maadi, nella periferia sud de Il Cairo. Mubarak, che ha 85 anni, ha lasciato la prigione di Torah Mahkoum, dove si trovava detenuto dall’inizio del 2011, a bordo di un elicottero e trascorrerà in ospedale alcuni giorni per accertamenti sule sue reali condizioni.

Alla notizia della sua imminente scarcerazione, una piccola folla si era radunata all’esterno della prigione per feteggiare la liberazione. Molti avevano inelle mani foto dell’ex dittatore facendole vedere con orgoglio, ma per nessuno è stato possibile vederlo. Hosni Mubarak era stato fatto salire sull’elicottero atterrato nel cortile della prigione e poi, subito dopo l’imbarco dell’ex prigioniero, rapidamente decollato alla volta della parte opposta della città. “Il Paese sta andando alla deriva da quando non c’è più”, aveva detto con grande convinzione uno degli uomini in attesa fuori dal carcere.

Schermata 08-2456527 alle 19.58.24Arrivato in pochi minuti all’ospedale militare di Maadi, Hasni Mubarak è stato fatto salire a bordo di un’ambulanza. L’intero complesso ospedaliero e una vastazona all’esterno di esso era massicciamente presidiata dalle forze di sicurezza. L’anziano ex Rais giaceva su una barella. Le sue condizioni di salute, vuoi anche per l’età avanzata, non sarebbero affatto buone, e questo è stato il motivo dei giudici di concedere la libertà provvisoria. Durante la prigionia ha avuto seri problemi di salute, tra cui un infarto. Secondo alcune fonti, sarebbe stato addirittura in coma.

La scelta di disporre gli arresti domiciliari per Hasni Mubarak è stata una decisione del primo ministro, già all’indomani del manifestarsi dei primi episodi di violenza generalizzata nella capitale e in altre parti dell’Egitto. Una misura di sicurezza dai risvolti anche psicologici, allo scopo di allentare le tensioni e le critiche sorte alle prime voci di una possibile aaabravi1liberazione dell’ex Rais, ma anche tesa a garantire la presenza del “prigioniero vigilato” in Tribunale, dove presto Mubarak dovrà in appello rispondere della morte dei circa 900 manifestanti in piazza Tahir. In primo grado Mubarak era stato condannato all’ergastolo, poi la sentenza era stata annullata.

La liberazione di Mubarak, come prevedibile, ha scatenato altre polemiche in un Paese già ferito dagli scontri politici. Un corteo di un centinaio di giovani ha sfilato nei pressi dell’ambasciata Usa al Cairo inneggiando contro la scarcerazione: “Non siamo Fratelli musulmani”, hanno gridato ripetutamente tra le altre cose i dimostranti. Per le proteste contro la liberazione dell’ex Rais è stata aperta un’inchiesta dopo la denuncia di un comune cittadino.

aaabravi4Da parte loro, i Fratelli Mussulmani hanno minacciato nuove proteste e altri scontri. E’ previsto, intanto, un nuovo “Venerdì dela rabbia”. La manifestazione comincerà con una preghiera per i “martiri” nelle moschee di tutto il paese egiziano. La tradizionale preghiera del venerdì non avrà luogo in due moschee simbolo del Cairo, quelle delle piazza Nahda e Rabaa, dove nei giorni scorsi si sono scontrati dimostranti e forze di sicurezza. Lo ha deciso il ministero degli affari religiosi egiziano, secondo cui le due moschee “resteranno chiuse ai fedeli” per consentire le riparazioni dei danni provocati dagli “atti di vandalismo” dei giorni scorsi. La possibilità di nuove violenze è in ogni caso molto alta.

John Balcony