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La caccia al colesterolo “cattivo”: forse successi Usa in vista

La caccia al colesterolo “cattivo”: forse successi Usa in vista

Il colesterolo cattivo, o “LDL”, “HDL” è invece il cosiddetto “buono”, è uno dei più pericolosi killer del nostro organismo. La caccia al sintomo “LDL” rappresenta da anni una sfida contro la quale la medicina sta cercando di trovare un rimedio. Per calcolare la quantità di colesterolo presente del corpo umano, che siano in grado di metterci sull’avviso quando il volume della sostanza soprattutto in quelli più a rischio, non esistono formule precostituite o standard che siano in grado di farci conoscere i fattori di rischio, a parte periodi prelievi di sangue e conseguenti analisi. Quando il rischio si concretizza, molto spesso è troppo tardi e i sanitari sono costretti a confrontarsi con altre patologie, come infarto o ictus, causa di danni ben più gravi al nostro sistema corporeo.

1colesterolo1Ora, però, sembra che siano scesi in campo i ricercatori americani de Jonhs Hopkins Ciccarone Center, nel Maryland,che, come pubblicato sulle pagine del Journal of the American Medical Association, avrebbero individuato che la formula standard, in uso da decenni, per il calcolo del volume del colesterolo LDL nel sangue dei pazienti, soprattutto per quelli più a rischio non sia così affidabile. Il metodo tradizionale presenterebbe, infatti, molteplici lacune. Imperfezioni alle quali i ricercatori hanno cercato di porvi rimedio utilizzando 180 fattori al fine di determinare l’influenza della presenza del colesterolo nel sangue. I nuovi risultati a disposizione evidenziano una maggiore precisione nel calcolo 3e renderanno così possibile una diversa valutazione del colesterolo rendendo così possibile un trattamento più efficace per ridurre i rischi della malattia.

Veronica Gabbuti