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L’ assurdo balletto del “giallo Shalabayeva” mette in gioco la dignità della Nazione Italia

L’ assurdo balletto del “giallo Shalabayeva”  mette in gioco la dignità della Nazione Italia

Il “giallo” Shalabayeva continua. Ha sempre più dell’assurdo è non è affatto chiuso. La moglie del dissidente Kazako Mukthar Ablyazov vuole andarsene il prima possibile dal Kazakhstan non avendo alcuna intenzione di rimanere nel Paese dove un tempo viveva e dove è stata riportata a forza assieme alla figlia di 6 anni con la “discussa” complicità dele Autorità italiane. Mentre al momento l’uomo, causa scatenante di tutto questo caos, è agli arresti in Francia in attesa di una decisione sul suo conto. La precisazione della moglie del dissidente Kazako è perentoria e avviene tramite il suo avvocato italiano, Riccardo Olivo, in risposta alle affermazioni del ministro degli Esteri Erlan Idrissov che aveva appena sostenuto l’assoluta assenza di richieste di Alma Shalabayeva per lasciare il Paese.

aaaalma2 riccardo“Forse non è stato informato – è il laconico quanto ironico commento del legale – ci sono, infatti, sconcertanti interruzioni delle comunicazioni tra le autorità”, sottolineando come “sin dall’inizio di giugno il collega difensore in Kazakhstan ha presentato numerose istanze in relazione alle indagini penali avviate dalle autorità del luogo nelle quali è stata coinvolta la donna. Due di queste recenti istanze includevano la richiesta del permesso di lasciare il Paese”.

“La settimana scorsa – rivela ancora l’avvocato Olivo – Alma Shalabayeva ha scritto personalmente al titolare delle indagini che la riguardano. È possibile, tuttavia, che al momento della sua risposta pubblica alla richiesta di spiegazioni avanzata da Adriano Sofri – aggiunge con sottile diplomazia Riccardo Olivo – il ministro degli Esteri kazako non fosse ancora informato della domanda di revoca della misura restrittiva presentata dalla signora che attende con ansia una risposta dalle autorità che la stanno indagando”.

Alma-Shalabayeva1Di fatto è in corso uno sconcertante e inconcepibile “balletto” tra le ripetute richieste del collegio di difesa e i silenzi, le negazioni e le falsità delle autorità Kazake che a tutto pensano fuorché a lasciar libere di lasciare il Paese a mamma e bambina. Un dramma, cominciato e cresciuto a dismisura a Roma tra il 30 maggio e il 4 giugno, giorno della “deportazione” a mezzo di un jet austriaco appositamente noleggiato, con la determinante complicità, condita dalla presunta interessata malafede di più d’uno, di una parte consistente delle nostre più potenti autorità preoccupate solo di assecondare e far bella figura coi nuovi zar del gas.

Di certo ci sono l’istanza di richiesta di autorizzazione per Alma Shalabayeva e figliola a uscire dal Kazakhstan avanzata dagli avvocati in data 27 luglio, e quella presentata personalmente dalla signora lo scorso 5 agosto. Nessuna di queste istanze ha ricevuto risposta. Si continua, anzi, a negare che siano mai state fatte.

Il console italiano ha intanto più volte visitato Alma Shalabayeva nella sua residenza di Almaty. Il nostro ministro degli Esteri, aaaalma11 boninoEmma Bonino, e i suoi collaboratori cercano in ogni modo di ottenere il ritorno alla libertà di persone “deportate illegalmente” dall’Italia. Con una incredibile “operazione di Stato”, aggiungiamo, che in quanto a indignazione mai potrà essere dimenticata.

Ma a parte tante belle parole, oltretutto pronunciate poco più che in sordina, cosa si fa? Se si continuerà coi fatti ad assecondar tutto e tutti, vedi in primis la tuttora insoluta vicenda dei Marò, l’Italia non andrà certo molto lontano. Altro che retrocessione in serie B, essere ammessi a giocare “in lega semiprofessionisti” potrebbe presto diventare più che un successone! E’ in ballo la dignità del Paese.

Enrico Massidda