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Kerry annuncia accordo in una settimana per la Siria. Più aiuti alle popolazioni

Kerry annuncia accordo in una settimana per la Siria. Più aiuti alle popolazioni

I più importanti paesi al mondo hanno deciso di operare per ottenere un accordo per un “cessate il fuoco” in Siria entro una settimana. Questo l’annuncio del Segretario di Stato Usa, John Kerry, da tempo impegnato in stringenti colloqui con i principali attori impegnati nel martoriato conflitto nel paese mediorientale.

Ovviamente, la tregua non riguarderà i combattimenti e l’impegno militare contro gli estremisti islamisti dell’Isis, o Daesh, e del gruppo legato ad al-Qaeda dei miliziani di al-Nusra.

I ministri del gruppo dei paesi cosiddetti donatori della Siria hanno inoltre deciso di accelerare ed ampliare la consegna degli aiuti umanitari alla popolazione che da anni sta vivendo in condizioni disperate.

Il fratricida scontro in atto è giunto al suo quinto anno e registra l’uccisione di oltre 250 mila persone e la creazione di milioni di sfollati, una parte consistente dei quali ha addirittura attraversato i confini con i paesi vicini come la Turchia, il Libano e la Giordania.

Negli ultimi giorni le trattative a livello internazionale sono diventate più che mai frenetiche soprattutto dopo l’ennesima crisi umanitaria in corso nell’area di Aleppo, la seconda città per importanza e grandezza della Siria, dove l’esercito di Damasco, sostenuto da violenti bombardamenti russi, sta riconquistando tutto il terreno perso negli anni precedenti e stringendo in un micidiale assedio decine di migliaia di civili.

Sulla via di un’intesa definitiva resta dunque la questione dei bombardamenti russi di cui l’opposizione siriana chiede l’immediata cessazione come condizione preliminare per sedersi ad un vero e proprio tavolo della trattativa.

Oltre alle drammatiche conseguenze sulle condizioni delle popolazioni civili, infatti, l’intervento russo ha segnato una netta inversione nello sviluppo del conflitto consentendo alle forze armate governative di ampliare di molto il territorio sotto il controllo di Bashar al Assad e la cosa influirà non poco sull’andamento e sulle conclusioni delle trattative di pace.