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Intesa perde e, poi, recupera un pò. Perdite di capitalizzazione e crisi italiana si fanno sentire. Istituti stranieri pronti a comprare sul mercato delle banche italiane.

Intesa perde e, poi, recupera un pò. Perdite di capitalizzazione e crisi italiana si fanno sentire. Istituti stranieri pronti a comprare sul mercato delle banche italiane.

Banca Intesa perde subito il 5 per cento. Poi il calo si assesta sul 3,5. Intesa paga un pò per tutto. La sostituzione al vertice dell’Amministratore delegato al seguito di una settimana di perdite di due miliardi di capitalizzazione. La crisi della intera Borsa di Milano provocata dalla difficoltà del Governo. La situazione di depressione generale dei mercati finanziari innescata da brutte notizie provenienti dagli Usa. Là, Barack Obama ed i repubblicani devono trovare un accordo sul bilancio entro il prossimo 17 ottobre e nessuno ci giura sul fatto che ci riusciranno.

Per quanto riguarda la crisi italiana e le sue “connessioni” con Banca Intesa, c’é da registrare l’accelerazione impressa al piano di modifica dell’assetto apicale della più grande banca italiana proprio per gestire il cambio ai vertici nel “cono d’ombra” creato dai problemi tra Letta e Berlusconi.

I vertici hanno rotto gli indugi e costretto subito alle dimissioni l’Amministratore delegato, Enrico Cucchiani. Lo hanno sostituito con il Direttore generale vicario, Carlo Messina. Si doveva approfittare del caos che già regna sovrano tra Governo e Parlamento ed é stata, così, anticipata una decisione già nell’aria da alcuni giorni.

In queste ore giornali e televisioni sono tutti presi dalla crisi politica e dalle vicende interne al Pdl per seguire una situazione che, invece, può rivelarsi della massima importanza in un momento in cui tutta l’Italia sembra in vendita per investitori ed entità straniere.

Enrico Cucchiani

Enrico Cucchiani


Anche alcune delle nostre banche potrebbero finire sul mercato per risolvere i grossi problemi di perdite che registrano da tempo. Noi abbiamo raccolto alcune voci al riguardo che girano tra i “sacri” palazzi romani. Si parla di interesse crescente, ad esempio, da parte della “Commerce Bank” e di altri istituti di credito europei ed americani impegnati a controllare quotidianamente cosa sta succedendo nel nostro Paese.

Alessandro Di Severo