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G8 in Irlanda: insuccesso sulla Siria ma a sorpresa Obama apre ai Talebani. Accordo per lotta a evasione fiscale

G8 in Irlanda: insuccesso sulla Siria  ma a sorpresa Obama apre ai Talebani.  Accordo per lotta a evasione fiscale

La vera notizia del G8 riunito nell’Irlanda del Nord è che Barak Obama avrebbe informato gli altri sette presidenti riuniti con lui che gli Usa avvieranno delle trattative dirette con i Talebani. L’amministrazione Usa ha deciso di rinunciare alla precondizione che i loro principali nemici per 12 anni abiurino, prima, alle loro relazioni con Al-Qaida. Abbiamo scherzato “boys!”. L’importante è puntare alla “pace ed alla riconciliazione”. Come non essere d’accordo!

Mentre il Presidente degli Usa parlava ai suoi compartecipanti, tutti rigorosamente in maniche di camicia, ci pensavano i funzionari dell’Amministrazione rimasti a Washington ad informare il mondo. Di colpo, la riunione nord irlandese perdeva importanza e nella prima pagina dei giornali anglosassoni finiva questa di notizia al posto del tanto preannunciato consesso degli 8 grandi. I quali del resto si stavano limitando ad accordi di tutto altro profilo, per quanto importanti essi saranno destinati ad essere in prospettiva. Non si concludeva niente, infatti, attorno a quello che doveva essere il piatto forte dell’incontro: il caso siriano!

777700007771 ob e putInvece, il G8 sulla questione siriana è finito come doveva finire. La Russia non intende sentire ragioni e blocca ogni iniziativa a favore dei ribelli in guerra contro Assad. Solo degli ingenui potevano attendersi una soluzione diversa. I grandi otto si devono limitare ad auspicare che si individui un percorso chiaro per porre fine alla sanguinosa guerra civile in Siria.

Evidentemente, non si è neppure in condizione di fissare la data della famosa conferenza internazionale. Era stata data per certa in Giugno. Si era puntato su Luglio, con la speranza di poterla fare almeno ad Agosto. Sembra che neppure il gioco del rinvio su rinvio serva a qualcosa.

Il fatto è che quelli riuniti in Irlanda del Nord, hanno tutti contribuito a far irrigidire le parti in campo. Ognuno dei contendenti, quelli con le armi in mano sul terreno, pensa di potersi permettere il massimo perché sa che dietro alle spalle c’è qualcuno che lo protegge. Vale per Assad, a Damasco, che porta in dote a Mosca l’importante base militare navale di Tartus che i russi hanno in Siria. L’unica loro disponibile nel Mediterraneo.

77770000777744 insrtiVale anche, però, per gli insorti. Questi sanno di avere al loro fianco gli europei. In particolare, i governi britannico e francese. Si sa, Londra e Parigi vantano un “diritto” coloniale in certe aree del mondo, anche se le colonie sono loro sfuggite di mano da un pezzo. Hanno sempre cercato di inserirsi nei delicati giochi che riguardano Libano e Siria, prevalentemente sotto lo sguardo interessato di Parigi, e Iraq, Giordania e Golfo, sotto attenzione speciale britannica.

Gli Stati Uniti, forse in parte scottati dagli esiti di alcune “primavere” arabe, sono stati e stanno più a guardare sulla crisi siriana. Solo dopo che molti lo hanno criticato per la sua inattività, Barak Obama si è fatto sentire sostenendo che i siriani avrebbero usato delle armi chimiche. Però lo avrebbero fatto su scala ridotta…e via di seguito. Insomma, gli americani sanno che la Siria per i russi non è la stessa cosa di Saddam Hussein o di Milosevic.

Non sembra che Mosca abbia alcuna intenzione di mollare Assad e i russi lo vanno ripetendo da mesi. Per cui, 77770000777766 cambneppure si capisce dove il Primo Ministro britannico avesse intravisto la possibilità di giungere a quello che ha “un momento di chiarezza” al vertice di Lough Erne, nell’ Irlanda del Nord. I britannici davvero pensavano che ci fossero già le condizioni per organizzare una conferenza di pace in grado di portare alla formazione di un governo di transizione con poteri esecutivi? Grandi 8 guardano film diversi sulla stessa storia. Putin ha solo accettato una generica conclusione: concentrarsi sul raggiungimento di una soluzione politica e rafforzamento degli aiuti umanitari. Niente di più!

Il resto di questo costosissimo e controllatissimo G8 nord irlandese è servito a mettere in carniere un accordo sul contrasto dell’evasione o dell’elusione fiscale, sulla trasparenza su profitti e pagamenti al Fisco delle società multinazionali. Un tema esploso alla vigilia del vertice a causa delle magagne combinate 77770000777720 appleda alcuni colossi mondiali come la Apple che, non contenti di continuare a fare profitti da capogiro, approfittano della diversità dei sistemi fiscali nel mondo per non pagare le tasse a nessuno. I vari stati, pertanto, si obbligano ad un continuo scambio di informazioni sia per evitare che i “furbetti” a livello planetario commettano evasioni da livelli “planetari”, sia perché ci sia più trasparenza e si conoscano davvero i veri proprietari di queste società multinazionali.

I grandi 8 si sono anche occupati della necessità di cerare dappertutto nuovi posti di lavoro. Obama ha riproposto la sua idea di creare un grande mercato unico che unisca le due sponde dell’Atlantico. Anche inteso come un’enorme opportunità di creare nuova occupazione. Attenzione degli ospiti di Cameron anche alla questione dell’Unione bancaria. Uno strumento che dovrebbe servire per evitare che si ripresentino quelle malattie provocate dal fatto che, molto spesso, la speculazione finanziaria delle banche ha travolto la cosiddetta economia reale e provocato disoccupazione e guai alle famiglie di mezzo mondo.

Giancarlo Infante