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Incontro a Giurisprudenza Fabrizio Barca: “Futuro senza partiti?”

Incontro a Giurisprudenza  Fabrizio Barca: “Futuro senza partiti?”

“Un futuro senza partiti?”, questo il tema di un dibattito organizzato presso la facoltà di Giurisprudenza “La Sapienza” dall’associazione Piazza Esedra, in collaborazione con Studenti Democratici-Sapienza Democratica. Ospite di rilievo l’ex ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca attuale esponente del Partito Democratico, ad un mese dalla pubblicazione della memoria presentata in concomitanza con la sua adesione al Pd dal titolo: “Un partito nuovo per un buon governo. Memoria politica dopo 16 mesi di governo”.

Introduce l’incontro Roberto Angelini studente, organizzatore dell’incontro e fondatore di Piazza Esedra mettendo in evidenza il dato che il 40 per cento dei giovani che fa attività politica non la fa attraverso i partiti ma tramite altre associazioni e che più del 4 per cento di essi hanno perso fiducia nel sistema dei partiti.

Il prof. Cesare Pinelli, Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico, esamina le cause attualmente alla base della crisi del nostro sistema dei partiti. A suo avviso sono sostanzialmente due: il controllo dell’informazione da parte di interessi sempre più al di fuori dalla portata dei partiti e dall’estrema “personalizzazione” che i partiti hanno subito nel corso degli ultimi decenni, affidandosi quasi tutti alla figura di un “ leader” o ad una guida carismatica.

Secondo Pinelli, l’elemento che più caratterizza la fase storica in cui sono inseriti i paesi occidentali è il processo di progressiva trasformazione della società SAMSUNGin forme sempre più “evanescenti”: non più un corpo sociale compatto e coeso, bensì “ liquido” dove quello che lui ha definito “il vecchio dinosauro partito” non è più riuscito ad adattarsi al nuovo ambiente. Da qui nasce, in particolare, la grande crisi della politica italiana contemporanea.

L’ex ministro Barca prendendo le mosse dall’attuale situazione politica, dominata dalla incapacità a formare governi stabili e duraturi, ritiene opportuno che la riflessione vada in primo luogo indirizzata verso il futuro dei partiti e della loro capacità di leggere le esigenze e le ansie della società contemporanea. Ed anche sulla capacità dei partiti di non limitarsi a seguire percorsi che finiscono, poi, per rispondere e soddisfare solo le esigenze dei “ soliti pochi”.

Sempre secondo Barca, la divisione tra tecnocrazia e democrazia è stata creata “ ad hoc” da chi ha interesse a lasciar vivere questa diarchia di prospettiva ed interessi. E’ una vecchia questione, il cui obiettivo è quello di instillare e diffondere l’idea che la tecnocrazia potrebbe risolvere i problemi se non fosse per quel “leggero ostacolo” rappresentato dalla democrazia.

Riconoscendo i limiti del modello socialdemocratico e di quello neo-liberale, modelli dominanti anche negli ultimi trent’anni, i partiti, secondo Barca, dovrebbero essere capaci di una nuova lettura dei bisogni, spesso collegati alle carenze ed alle difficoltà dell’offerta dei servizi pubblici.

Dovrebbero, così, riuscire a essere strumento di composizione delle istanze di chi usufruisce del singolo servizio, presentandosi quindi come partito realmente radicato nel territorio. Separato e distinto dallo Stato, in quanto struttura pubblica, e quindi in grado di meglio convogliare le esigenze, le idee e le aspirazioni dei singoli cittadini.

Lorenzo Campanella