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In Egitto è golpe. I militari prendono il potere il Presidente Morsi agli arresti domiciliari. Arresti, scontri e violenze. Situazione confusa Nella notte finora 16 morti e 200 feriti

In Egitto è golpe. I militari prendono il potere  il Presidente Morsi agli arresti domiciliari.  Arresti, scontri e violenze. Situazione confusa  Nella notte finora 16 morti e 200 feriti

In Egitto è pieno golpe. I militari egiziani hanno tenuto fede al loro ultimatum. Il Presidente Mohamed Morsi è stato arrestato e posto in stato di fermo ai domiciliari, poi, nella notte, traferito al ministero della Difesa. Arrestati anche i leader dei Fratelli Mussulmani. In precedenza, i militari avevano circondato ed occupato la sede della Televisione di Stato. Le piazze di tutte le principali città egiziane sono gremite di sostenitori del Presidente e dei suoi avversari, mentre le telecamere delle principali televisioni internazionali, soprattutto americane, sono in costante collegamento diretto con il Cairo.

A sera il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi aveva annunciato la road map: “Costituzione sospesa, governo tecnico e poi nuove elezioni”, secondo questo programma, ma tutto, comprensibilmente, da verificare: governo di transizione guidato da un militare, consiglio presidenziale di tre membri guidato dal capo della Corte suprema, nuova Costituzione da stilare nei 9-12 mesi di interim prima di nuove elezioni.

egitto4A Il Cairo, alle parole del ministro, piazza Tahrir è esplosa di gioia. Fuochi d’artificio a raffiche di mitra esplose verso il cielo hanno illuminato la piazza stracolma di manifestanti.Il presidente Morsi aveva rifiutato l’offerta di dimissioni dei militari.

Tutto era cominciato alle 18, esattamente alla scadenza di un ultimatum senza proroghe annunciato dai vertici delle Fortze Armate. Un’ora dopo, alle 19, il consigliere della sicurezza nazionale del presidente aveva annunciato al mondo intero che il golpe aveva avuto inizio. Il “palazzo” è stato circondato e isolato, mentre alti ufficiali dell’esercito informavano Morsi della sua destituzione.

Centinaia di migliaia di cittadini sostenitori dell’uno e dell’altro fronte affollavano già da ore le strade della capitale e continuavano ad affluire sempre più eccitati. Subito, qua e là, anche in altre località del paese, sono avvenuti scontri e gravi episodi di violenza con morti e feriti e cominciavano gli arresti degli esponenti del partito islamico mentre si verificavano gravi episodi di violenze. egitto1Non sono mancate aggressioni sessuali e stupri, soprattutto nel centro de il Cairo, in piazza Tahrir e dintorni, durante questi ultimi giorni. Lo denuncia l’Ong americana per i Diritti Human Rights Watch (HRW). Almeno 91 i casi accertati dal 28 giugno.

Diverse televisioni egiziane sono state oscurate. Per prima la tv della Fratellanza, Misr 25, e a ruota due emittenti vicine ai salafiti, el Hafez (il guardiano) e el Naas (la gente). La Tv internazionale araba Al Jazeera ha denunciato un’irruzione di militari nella propria sede. I presenti sarebbero stati fermati e portati via dalle forze di sicurezza. I servizi in diretta di Al Jazeera dall’ Egitto “sono stati bruscamente interrotti così come quelli di diversi altri canali tv”, rende noto la stessa emittente tv panaraba.

Intanto si contavano cinque morti in scontri fra opposte fazioni nella città di Marsa Matrouh. Il ruolo di “reggente” è stato affidato al presidente della Corte Costituzionale. In queste ore, nel corso della notte, la situazione si sta però aggravando. L’esercito si starebbe preparando a sgombrare con la forza le piazze dove i seguaci di Morsi continuano a manifestare e le forze di sicurezza egiziane si appresterebbero a disperdere una manifestazione pro-Morsi vicino all’università del Cairo. egitto3L’agenzia di Stato Mena conferma che la polizia sta proseguendo gli arresti di “numerosi membri della Fratellanza musulmana accusati di incitamento alla violenza, disturbo alla pace e alla sicurezza”.

Il presidente americano Obama è molto”preoccupato” per la situazione in Egitto e ha esortato le Forze armate e i partiti d’opposizione egiziani a raggiungere presto un accordo di transizione verso un nuovo governo civile democraticamente eletto. Da parte loro, i vertici militri egiziani hanno assicurato agli americani che “un governo civile sarà formato e insediato al più presto”.

Come prevedibile, i Fratelli Mussulmani, l’organizzazione di Morsi, non accettano assolutamente il “colpo di Stato” e minacciano una reazione violenta. Per loro parla Essam el-Erian, esponente del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico della fratellanza mussulmana: “la gente non se ne starà tranquilla di fronte a una ribellione dei militari. La libertà è più preziosa della vita”. Di fatto in Egitto la situazione, al momnto, è molto confusa e non è possibile azzardare previsioni. Può, infatti, accadere di tutto, da un momento all’altro.

egitto6Il presidente Morsi era rimasto praticamente solo al Governo da cui in poco tempo si erano dimessi quasi tutti i ministri. I Fratelli Mussulmani erano stati fuori legge in Egitto per decine d’annisotto la gestione Mubarak, fin dai tempi del predecessore Anwar Sadat vittima il 6 ottobre 1961 a Il Cairo di un attentato durante una parata militare, ma, dopo lo scoppio della “privavera araba” anche al Cairo, erano riusciti ad ottenere un notevole successo elettorale. L’intervento dei militari era divenuto certezza quando anche le forze di Polizia si erano schierate a fianco delle Forze Armate.

Si è poi saputo che il presidente Mohamed Morsi al momento della “destituzione” si trovava nella sede della Guardia Repubblicana. Lo ha rivelato Amr Zaki, vicesegretario generale del partito dei Fratelli Musulmani ‘Giustizia e Liberta’, citato dalla ‘Bbc’ in lingua araba. Secondo il sito del quotidiano ‘Egypt Independent’, anche quell’edificio è stato isolato dall’esercito. “Sono stati tagliati tutti i contatti con lui”, ha detto el Haddad consigliere del presidente egiziano, alla reporter della Cnn che gli chiedeva che fine avesse fatto Morsi, apprendendo poi che era stato posto agli arresti domiciliari. Nessuno può lasciare il paese.

Ma, nonostante si trovi agli arresti domiciliari, ci sarebbe la voce, forse fatta circolare ad arte dai suoi più fedeli sostenitori, che il presidente Morsi non intenda arrendersi. “E’ meglio morire” – avrebbe detto – piuttosto che “essere condannato dalla storia e dalle generazioni future”. Il suo messaggio agli egiziani è di resistere al golpe in modo pacifico, riporta la televisione al Arabiya. Intanto, durante la notte, il bilancio degli scontri si farebbe sempre più pesante. Si conterebbero ora già 16 morti e oltre 200 feriti.

Enrico Massidda