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In cinque casi su sette, gli ispettori Onu accertano l’avvenuto uso di armi chimiche in Siria

In cinque casi su sette, gli ispettori Onu accertano l’avvenuto uso di armi chimiche in Siria
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Gli ispettori inviati dall’ONU in Siria  per appurare l’uso di bombe chimiche nel corso della guerra civile hanno terminato il loro lavoro ed hanno consegnato il rapporto al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki -monn.  E’ stato accertato che in cinque casi su sette  le milizie di Assad avrebbero, secondo le prove acquisite, fatto uso di armi chimiche.

Le micidiali armi sarebbero state impiegate nel corso degli attacchi su Al Ghouta, Khan al Assal, Jobar, Saraqueb e Shrafieh Sanhaya. Nel rapporto degli ispettori si precisa anche non è stato possibile raccogliere prove credibili su quanto accaduto a  Bahhariyeh e a Cheikmìn Maqsoud. Gli ispettori che hanno operato in Siria per una settimana precisano anche che in alcuni casi non è stato possibile stabilire un collegamento diretto tra attacco, sito e vittima. Ad Al Ghouta il riscontro parla di un uso su larga scala nei confronti dei civili e dei bambini.

Dal racconto che gli ispettori avrebbero raccolto dalla voce dei testimoni, si parlerebbe anche dell’uso di una bomba al sarin. Questo sarebbe una sostanza letale che agisce sul sistema nervoso, già stato usato in passato da Saddam Hussein contro i curdi. Secondo gli ispettori tali ordigni sarebbe stati sganciati da un aereo sul sito di Khan Al Alassal, una delle località oggetto degli accertamenti degli ispettori, dove si sarebbe voluto provocare l’abbandono  della località da parte della popolazione che risiedeva attorno ad una struttura militare molto importante sotto il profilo logistico.   Ora il rapporto è all’esame del vertice Onu che dovrà assumere decisioni in merito.

Enrico Barone

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