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Imu si, Iva no: le indecisioni delle “Grandi Intese”: influiscono molto anche sui saldi

Imu si, Iva no:  le indecisioni delle “Grandi Intese”:  influiscono molto anche sui saldi

Partenza in sordina per i saldi nella capitale. Poca gente, quasi nessuna fila, vendite scarse nonostante prezzi anche fortemente scontati. Conferesercenti stima in almeno il 15 per cento la differenza in negativo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crisi c’è e si fa sentire. Ma molta è la paura di spendere, come dire che siamo in presenza di una “crisi nella crisi”, di rimanere a secco di contanti e di non essere così in grado nei prossimi mesi di far fronte ai balzelli dell’Imu o della Tares costantemente presenti nel deplorevole e sconcertante balletto Pd-Pdl sul “si abolisce, no, si rinvia”.

Un’assurdità per di più aggravata, e non è cosa di poco conto, dallo spauracchio dell’aumento dell’Iva che appare e scompare più volte nell’arco della stessa giornata. Un atteggiamento delle forze politiche che compongono le cosiddette “grandi intese” che non esitiamo a definire deplorevole, tanto per non usare il termine “ridicolo” che sarebbe certamente più appropriato, ma che stonerebbe con la drammaticità del momento. Insomma, a detta di tutti i normali cittadini che compongono la quasi totalità della maggioranza del paese, una vera e propria vergogna! E quel che è peggio, chi “conta” e dovrebbe decidere fa finta di niente.

saldi25Tornando al bilancio della prima giornata dei saldi romani, affari assai scarsi, sia per i commercianti che per i clienti. Complice anche un inatteso temporale pomeridiano che ha ostacolato lo shopping, costringendo molte persone a precipitosi rientri a casa. Buoni, in ogni caso, gli affari dei negozi di grido con in vendita prodotti dai loghi prestigiosi, dalle firme ambite dagli acquirenti non solo possessori di portafogli gonfi di banconote e, soprattutto, dai turisti stranieri. Esercizi affermati, “Maison” arcinote come Fendi, Gucci e Prada ed altre dello stesso calibro e notorietà non hanno subìto cali degli acquisti, come spiegano protetti dall’anonimato alcuni commessi. “Vendite in linea con lo scorso anno, almeno per ora”, è stato il commento pressoché comune. Al di là delle considerazioni sui negozi griffati, anche Federmoda e Codaconos parlano di partenza sotto tono”. E il Presidente di Conferesercenti, Vlter Giammaria, commenta:” “di sabato, con il sole la gente ha preferito andare al mare che per negozi e così è stata una partenza molto a rilento. Da tempo sosteniamo che i saldi non devono partire nel weekend ma a metà settimana. Speriamo che nei prossimi giorni la situazione si possa riprendere”.

saldi28E Carlo Rienzi, presidente del Codacons, spiega che “i romani che hanno scelto di andare per saldi, si sono limitati a osservare le vetrine e, rispetto agli anni passati, valutano con maggiore attenzione gli acquisti. Il budget da dedicare agli sconti di fine stagione si è dimezzato rispetto a pochi anni fa, ora si compra solo ciò che si ritiene indispensabile o ci si limita ad acquisti di valore ridotto. A Roma al momento la media degli acquisti è di 33 euro a persona”.

Più cauta, da parte sua, la Cna Commercio che preferisce aspettare prima di formulare una valutazione: “Monitoreremo le vendite fino a lunedì per fare un bilancio di questo primo weekend”.

Enrico Massidda