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Il “redditometro” condannato dai giudici del Tribunale di Napoli: E’ illegittimo e, quindi, nullo. E adesso?

Il “redditometro” condannato dai giudici del Tribunale di Napoli: E’ illegittimo e, quindi, nullo. E adesso?

Per il nuovo redditometro sono arrivati guai giudiziari seri. La giudice Valentina Valletta, di Napoli, infatti, ha appena depositato una sentenza con cui, di fatto, “condanna” lo strumento di controllo fiscale introdotto dal Governo Monti. Viola il diritto alla riservatezza del cittadino ed è, scrive il magistrato, «al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria». Una decisione non da poco che smonta gran parte dei controlli fiscali e della lotta all’evasione immaginate da Mario Monti e dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Correranno ai ripari?

L’Agenzia delle Entrate, intanto, si vede imporre dal Tribunale di Napoli lo stop sugli accertamenti relativi al signor Aniello Scognamiglio, il ricorrente di fronte al Tribunale, oltre all’obbligo di comunicargli se è in atto una raccolta dati nei suoi confronti.

La decisione giunge a conferma di un’ordinanza del giudice Antonio Lepre, della sezione distaccata di Pozzuoli del tribunale partenopeo, che interveniva con un provvedimento d’urgenza su richiesta dello Scognamiglio, impiegato del Comune di Pozzuoli, il quale ha presentato un ricorso preventivo contro gli eventuali accertamenti avviati dall’Agenzia delle Entrate. Con il signor Scognamiglio si è schierato anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

Secondo il giudice Valletta, che ha emesso una sentenza tanto “esplosiva” da avere effetti dirompenti in tutta l’Italia, visto che ad essa potranno fare riferimento milioni di ricorrenti, non è giusto che l’Agenzia delle Entrate abbia «il potere di conoscere tutti i dati personali del contribuente e della sua famiglia».

Non può violare articoli fondamentali della Costituzione come il 2 e il 13, né la Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione Europea in materia di rispetto della riservatezza dei cittadini e non può controllare le spese del contribuenti.
befera agenzia delle entrate
Non è, inoltre, autorizzata ad indagare sulle spese che ognuno decide di fare in tutti i campi e come più ritiene opportuno, dall’educazione dei figli alle spese per il proprio divertimento, eccetera eccetera. La giudice Valletta è esplicita: il redditometro «viola i principi di eguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità» e, pertanto «è non solo illegittimo, ma radicalmente nullo».

Red