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Il Premier Letta negli Emirati arabi: “sono ottimista, la crisi è ormai superata”. Prima opportunità l’accordo Alitalia-Etihad

Il Premier Letta negli Emirati arabi: “sono ottimista, la crisi è ormai superata”. Prima opportunità l’accordo Alitalia-Etihad

Per Etihad in Alitalia sembra oramai cosa quasi fatta anche se manca ancora quella “due diligence” che in operazioni così tanto complesse rappresenta certamente lo scoglio più duro. La tela tessuta dal nostro Presidente del Consiglio, Enrico Letta, in visita negli Emirati arabi, già al secondo giorno di incontri,  sembra proprio abbia sortito anche questo importante risultato, assicurando tutti che nel nostro Paese la crisi è oramai superata e che gli investitori stranieri possono davvero stare tranquilli. Insomma, Enrico Letta si mostra decisamente ottimista, non solo per Alitalia, ma per l’intera “Azienda Italia” di cui conferma la netta ripresa.

“Dopo 15 anni abbiamo un ambizioso piano di privatizzazioni – ha detto Enrico Letta intervistato dalla televisione Al Arabiya – e dopo una lunga crisi i mercati sono pronti ad accoglierlo, con l’obiettivo di tagliare il debito. La situazione è stata veramente difficile negli ultimi cinque anni – ha ricordato il premier 1lettaemirati4– c’è stata la crisi dell’eurozona, l’Italia era in difficoltà per il debito pubblico. Ora siamo ad un un punto di svolta. Io sono ottimista perché per la prima volta tagliamo il debito dopo 6 anni, la situazione sta cambiando, la crescita sarà l’1 per cento quest’anno e il 2 per cento l’anno prossimo. La situazione sta cambiando verso la stabilità, io presento qui un piano di grandi privatizzazioni, una grande opportunità di investire in Italia”.

“Ci sono molte opportunità – ha precisato Letta -e la prima è nel campo del trasporto aereo, tra Alitalia e Etihad, che stanno parlando, ma ci sono molte altre opportunità per il manifatturiero avanzato, la logistica e investimenti finanziari”.

Da parte sua, la compagnia italiana non ha certo perso tempo, diffondendo rapidamente un bel comunicato che conferma come Alitalia ed Etihad, il vettore di bandiera di Abu Dhabi, siano “entrati nella fase finale” delle trattative” e che è vicino il momento decisivo. Ora sarà la volta del passo noto come “due 1etihad2diligence”, inevitabile prima di giungere al vero e prroprio investimento.

Ora i tempi son stretti, e entro i prossimi trenta giorni, visti i conti, dirigenti e advisor stabiliranno in via definitiva le linee di sviluppo della strategia per il raggiungimento degli obiettivi comuni che entrambe le aerolinee si sono prefissate.

“Due diligence”, in sostanza, non è altro che quell’insieme di attività svolte dall’investitore, in questo caso Etihad, necessarie per giungere ad una valutazione finale, analizzando lo stato dell’azienda, compresi i rischi di eventuale fallimento dell’operazione e delle sue potenzialità future. E’ un’espressione inglese che identifica un processo investigativo complesso che fornisca un quadro generale a Ethiad di Alitalia in modo da cercar di evitar sgradite sorprese.

Il “contributo d’ingresso” stabilito per gli arabi dovrebbe aggrarsi intorno ai 300 milioni di Euro, facendo di 1etihad1Etihad l’azionista di maggioranza della compagnia. Resta da vedere cosa gli “Emiri” pretenderanno in termini operativi da Alitalia, quale ruolo dovrebbe giocare gli italiani in quanto a rotte e servizi da offrire al passeggero. Corre voce di un “ridimensionamento” di collegamenti nazioni, quelli dove, a terra,  i treni Frecciarossa e quelli Italo la fanno sempre più da padrone. E su quelli si dovrebbe articolare  il ruolo di Air France all’interno della nostra compagnia che, nonostante non abbia accettato di sottoscrivere il recente aumento di capitale, é rimasta tra gli azionisti con una quota del 7 per cento. Nella messa a punto della strategia operativa, e soprattutto, con la determinazione delle rotte,  rimane così l’incognita del “punto di vista” dei cugini francesi, sempre che non abbandonino. Ma crediamo proprio che rimangano a presidiare.

Enrico Massidda