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Il Pdl preme per trovare una soluzione a Berlusconi. Al Quirinale per vedere come risolvere il caso di un condannato che deve guidare un partito politico

Il Pdl preme per trovare una soluzione a Berlusconi.  Al Quirinale per vedere come risolvere il caso  di un condannato che deve guidare un partito politico

Il Pdl continua la sua azione di pressione politico istituzionale a seguito della decisione della Cassazione di confermare la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi. Una sentenza che, dalla metà di Ottobre in poi, quando ne inizieranno gli effetti concreti, di fatto, impedirà al leader del Centro Destra di svolgere qualunque attività da uomo libero, figurarsi da capo di partito.

I due capogruppi del Pdl, al Senato, Renato Schifani, alla Camera, Renato Brunetta, sono pertanto saliti al Colle del Quirinale per vedere quali meccanismi sono attivabili affinché questo “impedimento” di Berlusconi non ne pregiudichi l’attività politica in un momento così cruciale per il Centro Destra.

Che cosa Napolitano possa fare non è proprio dato sapere, visto che la legge è molto chiara e prevede un percorso preciso fissato, più che dal Quirinale, dal Giudice di sorveglianza.
brunetta schifani
Da Schifani, seguito poi anche da Brunetta e dagli altri leader del Pdl, era comunque subito partita la proposta della richiesta della “grazia” a Napolitano, il quale aveva fatto sapere, a stretto giro di posta, che era pronto ad esaminare una richiesta presentata secondo le procedure richieste. Ciò significa che deve essere Silvio Berlusconi ad avanzarla.

In ogni caso, cosa che complica la situazione, il Presidente della Repubblica deve, pur sempre, tener conto dei cosiddetti “carichi pendenti” del richiedente. Berlusconi si porta dietro una condanna a sette per il caso Ruby in primo grado.

Schifani e Brunetta, dopo l’incontro sul Colle più alto, sono ridiscesi a Palazzo Grazioli dove Berlusconi è restato in attesa dei risultati del colloquio. Non è stato ancora emesso alcun comunicato che possa far intravedere eventuali sviluppi.

In ogni caso, è chiaro che Silvio Berlusconi ha scelto come suo interlocutore Giorgio Napolitano su di una vicenda che rischia di avere gravi conseguenze sulla vita del Governo Letta e sulla durata della Legislatura. Nonostante le affermazioni di Berlusconi espresse dall’alto del palco allestito sotto la sua residenza romana per arringare il suo popolo che gli si è stretto attorno domenica 4 Agosto: niente crisi di Governo, niente elezioni anticipate.
bersluconi plebiscito
“Il Giornale”, però, è stato molto chiaro. Alla libertà di movimento politica del leader del Pdl è legata la sopravvivenza anche del Governo Letta. Poi, la pagina web del quotidiano di famiglia, una volta in rete e, quindi, vista da chi doveva vederla, è stat sostituita da quella nuova dal titolo altrettanto emblematico: La piazza libera Berlusconi”.

G.I.