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Il Pd ritira l’emendamento su Imu per la prima casa “di lusso”. Ritorna il sereno con il Pdl

Il Pd fa marcia indietro e ritira la proposta di reintrodurre l’Imu sulle case cosiddette “di lusso”. “Abbiamo deciso di ritirare gli emendamenti del partito democratico sulla prima rata dell’Imu. Abbiamo avuto rassicurazioni dal governo”. Lo ha annunciato Maino Marchi, che era il primo firmatario del provvedimento.

Il Pd ha ricevuto sufficienti assicurazioni sui punti che, in alternativa a quello dell’Imu, veniva ritenuta una priorità e, cioè, l’impegno del governo sulla Cassa integrazione, gli esodati, le misure per rientrare sotto il 3 per cento del rapporto i deficit pil e anche sulla “service tax” destinata ad assicurare le risorse necessarie ai comuni.

E’ finito così il “tira e molla” sull’Imu e l’Iva iniziato con le votazioni con cui le commissioni Bilancio e Finanze della Camera avevano bocciato 322 emendamenti sui 454 al decreto legge che riguardava Imu, finanziamento della Cassa integrazione, fondi per gli esodati.

In un primo momento era stato dichiarato inammissibile l’emendamento presentato dal Pd che prevedeva il pagamento della prima rata della tassa sulla casa per le abitazioni con rendita catastale superiore ai 750 euro. La misura era stata suggerita dal Pd per trovare i fondi necessari ad evitare l’innalzamento dell’Iva al 22 per cento.

Poi, c’era stato il colpo di scena con la riammissione dell’emendamento provocando la reazione del Pdl. Insomma i due principali partiti erano di nuovo l’un contro l’altro armato. Fino alla decisione finale che mette tutti d’accordo.

Red