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Il “pasticciaccio” delle somme che il Governo rivuole indietro dagli insegnanti.

Il “pasticciaccio” delle somme che il Governo rivuole indietro dagli insegnanti.

Un Governo “pasticcione”? Ha cominciato con le vicende kazake pessimamente gestite dal Ministro degli Interni, Angiolino Alfano, salvato solamente per la situazione politica determinatasi dopo il disimpegno di Silvio Berlusconi. Poi, è arrivata la storia Fonsai Cancellieri e anche nel caso dei “rapporti”troppo stretti tra i Ligresti e la Ministro della Giustizia l’Esecutivo di Enrico Letta si è salvato per il rotto della cuffia. Sullo sfondo, poi, sono sempre state aperte le continue vicissitudini sull’Imu e sulle tanti voci rincorse su quella tassa, quell’accisa o balzello prossimo ad essere introdotto o modificato.

Oltre alla grande inesperienza di molti ministri, e questa è l’altra faccia della medaglia della ricerca delle “novità” ad ogni costo o dell’esaltazione dei cosiddetti “tecnici” per principio preso, c’è molto che non funziona anche per quanto riguarda la comunicazione ufficiale.

Troppe le parole in libertà dei ministri? Un uso eccessivamente disinibito delle notizie fatte circolare ad arte per valutare le reazioni e, quindi, calibrare meglio i provvedimenti in gestazione? Una vecchia tecnica che però richiede anche una certa bravura. La quale, evidentemente, scarseggia.  Vogliamo parlare di quella che appare come la presenza di un’assoluta incomunicabilità tra i diversi dicasteri coinvolti sui provvedimenti in discussione? Ricordiamo male o c’era stato un incontro in campagna agli inizi estate tra tutti i ministri anche per trovare un “modus operandi” nuovo ed efficace?

Domande legittimate pure dall’ultimo “pasticciaccio” legato al recupero delle somme incassate dagli insegnanti nel 2013 e adesso richiesti indietro dal Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni con un coro di proteste da parte di tutto il mondo della scuola, a partire dalla Ministro della Pubblica istruzione, Mariachiara Carrozza. L’abbiamo saputo grazie ad un “twitter” della Ministro.

governo alla camera in piedi

Come al solito, dalla lettura dei giornali si ricava più confusione che comprensione e si fatica a capire i termini della questione che, spiace dirlo, è una di quelle che solo in Italia può succedere.

Ma come, lo Stato versa a centinaia di migliaia di insegnanti delle somme che si scopre dopo non dovute? Così, poi, le rivuole indietro. Una vicenda che in un paese normale avrebbe dell’incredibile!

Comunque si provi a rigirare la questione non c’è giustificazione. Uno Stato serio ed organizzato non farebbe queste cose. Siamo di fronte ad uno di quegli atteggiamenti  che davvero un Governo degno di questo nome dovrebbe evitare.

Alessandro Di Severo