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Il Papa insiste con il suo grido di pace ed invita a continuare a pregare.

Il Papa insiste con il suo grido di pace  ed invita a continuare a pregare.

Papa Francesco non demorde. Dopo la veglia mondiale di digiuno e di preghiera per la pace in Siria e la fine di ogni violenza, torna nuovamente ad invitare, credenti e non, a continuare con la preghiera per debellare dal mondo la vocazione a risolvere i problemi tra nazioni e popoli ricorrendo alle armi.

Un invito forte ai potenti, ma anche alle coscienze dei singoli esseri umani perché non vinca mai la violenza.

Ancora una volta il Papa, in una Piazza San Pietro gremita in cui si sono si nuovo presentati anche gruppi di persone appartenenti ad altri credi religiosi, ripete il si suo no alla guerra. Il suo è un invito a “fare la guerra alla guerra” perché “scoppi” la pace

Di nuovo, pur continuando a non schierarsi con nessuna delle parti in campo, perché questo non è il suo problema e perché lui si rivolge ad entrambe le parti, va al fondo del problema: queste guerre servono a chi produce armi.

Questo è il punto su cui si deve intervenire. Per almeno due volte, Francesco bolla come inaccettabile il “commercio clandestino” delle armi bandite dalla comunità internazionale e ripudiate dalla coscienza del’uomo moderno.

Ogive sequestrate

Ogive sequestrate


Il Papa, ribadisce che la ricerca della pace richiede impegno costante e continuo perché non è certo un successo che l’umanità può raggiungere in poco tempo. Una ricerca che parte dalla interiorità dell’uomo e si trasfonde nei comportamenti quotidiani di tutta la gente. Pertanto, si deve continuare a pregare.

E questo si continua a fare in tutte le chiese cattoliche, e non solo. Si può stare certi che Francesco non smetterà un attimo di rinnovare il suo grido di Pace. A partire dalla Siria, ma senza fermarsi là. Visto che il papa ha ricordato il gran numero di conflitti oggi ancora irrisolti che si sviluppano lungo le tante martoriate contrade di questo mondo.

Giancarlo Infante