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Il Papa accolto da Obama negli Usa. Scherza sul fatto di essere definito comunista

Il Papa accolto da Obama negli Usa. Scherza sul fatto di essere definito comunista

“Posso recitare il Credo”, così ha risposto ironicamente Papa Francesco ai giornalisti mentre volava da Cuba a Washington, dove è stato accolto da Barack Obama e la moglie Michele, primo capo di stato a poter raggiungere direttamente da l’Avana alla capitale statunitense dopo decenni di ostilità tra Usa ed il regime dei Castro.

La risposta del Papa è giunta ad una delle ricorrenti domande in questi giorni sul tipo di accoglienza che ci si attende dagli ambienti più chiusi della patria del capitalismo per eccellenza, i quali reagiscono con insofferenza ai messaggi di Francesco a favore dei poveri, delle periferie e dell’ambiente.

Sia pure a mezza voce, è un pezzo che le sortite del Pontefice contro il dio denaro e i suoi inviti alla misericordia, diretti sul piano sociale a significare una profonda revisione di molti equilibri economici e finanziari su cui si reggono le attuali basi del mondo, oltre che di tanti singoli paesi, provocano commenti maliziosi che disegnano il pensiero di Francesco come posizioni da comunista. Lui si limita a rispondere che si tratta solamente di seguire il Vangelo e di seguire la Dottrina sociale della Chiesa.

In ogni caso, mentre c’è una vera e propria corsa dei politici americani a portare amici e parenti al Congresso, dove egli sarà il primo capo della Chiesa cattolica ad avere l’occasione di parlare dinanzi al Parlamento più importante del mondo, cresce la curiosità per quello che Francesco dirà su temi che stanno dividendo e scuotendo la società americana, ed anche la Chiesa cattolica statunitense, come quelli che vanno dallo sfruttamento ambientale, all’immigrazione, dall’uso delle armi all’aborto, solo per citare i più dirompenti.

Il viaggio del Papa prevede dopo quella di Washington anche le visite anche a  New York e Philadelphia.