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Il nuovo salvataggio di Alitalia sempre in alto mare. L’Ad di Ferrovie Moretti sembra far l’indiano, mentre il ministro Lupi mostra ottimismo. E Air France-Klm sta a guardare

Il nuovo salvataggio di Alitalia sempre in alto mare. L’Ad di Ferrovie Moretti sembra far l’indiano, mentre il ministro Lupi mostra ottimismo. E Air France-Klm sta a guardare

L’incontro di Palazzo Chigi sull’Alitalia sembra proprio si sia concluso con un nulla di fatto. Per non dire di peggio. Come nel gioco dell’oca, dove, raggiungendo la casella sbagliata, si torna, ahimè, al punto di partenza. Era stata molto “reclamizzata” la presenza all’incontro dell’Ad di Ferrovie Mauro Moretti, come se il settore ferroviario, sebbene con una piccola quota, stesse per entrare nella gestione di Alitalia, risolvendo con la bacchetta magica una crisi a quanto sembra decisamente irreversibile, che rischia di condurre al decesso del malato. Un no a ulteriori aiuti anche dal presidente dell’Eni, Paolo Scaroni, che ad Alitalia ha dato finora sempre “una mano”. “Non possiamo certo aumentare il fido ad una società il cui futuro non ci dà sicurezza – ha detto da New York – e se non riscuote la fiducia degli azionisti non possiamo tenerla in vita noi con il carburante”.

aaa1moretti3Sul ruolo avuto da Moretti alla presidenza de Consiglio è quasi giallo. L’ingegnere si è recato a Palazzo Chigi, ma dopo uno scambio di idee col Premier Letta non ha partecipato alla riunione. Come dire, niente da fare. A Ferrovie, Alitalia non sembra affatto interessare. E c’era stato anche un categorico no a intervenire su Alitalia dalla facoltosa Cassa Depositi e Prestiti che evidentemente la vede solo un pozzo mangia quattrini, senza fondo. Così il Governo, Ministro dei Trasporti Lupi in testa, continua la disperata caccia al salvatore dei “capitani coraggiosi”. Sul tavolo delle possibilità, dopo la “fuga” degli Emiri di Ethiad di Abu Dhabi, per l’ennesimo “salvataggio” rimane in ballo il gruppo Air France-Klm che già detiene il 25 per cento della compagnia italiana. E che sembra in stand-by, pronta però a balzar sull’osso, non appena la situazione del vettore bianco-rosso e verde si farà ancor più disperata.

aaa11moretti6 lupiEppure Lupi, e non potrebbe fare altrimenti, mostra ottimismo e nega il fallimento della tentata operazione F.S., pronto a ribadire che “il governo non ha mai proposto l’ingresso delle Ferrovie dello Stato in Alitalia”. “Oggi – ha spiegato Lupi – abbiamo fatto un buon lavoro: ci siamo riconvocati per tirare le somme e per dare una prospettiva positiva a ciò che riteniamo essere fondamentale per un Paese come il nostro, che è un grande Paese industriale e che ha bisogno della sua compagnia di bandiera”.

Una compagnia di bandiera smantellata nel 2008 per non essere ceduta ad Air France, allora a condizioni ultra vantaggiose per l’Italia, sbandierando l’assoluta necessità di mantenere un’italianità sentita da Silvio Berlusconi solo per propaganda elettorale, per di più dissipando una montagna di pubblico denaro e mandando a casa qualche migliaia di dipendenti. Gli elettori abboccarono, per il Cavaliere ed i suoi berlusconi alfano vittoriapidiellini fu un trionfo. Per la rinascita della nuova Alitala-Cai, però, la rinascita si, ma quasi in una compagnia poco più che regionale.

Un bieco calcolo politico, unito a straordinaria miopia gestionale di un manipolo di improvvisati gestori del trasporto aereo, ha inevitabilmente portato ad un ennesimo “quasi disastro”. Eccetto quel Carlo Toto, già patron di “Air One” rifilata con strabiliante abilità industriale ai “capitani coraggiosi”, rimanendo defilato senza responsabilità di comando pur facendo parte del gruppo. Scrollandosi di dosso più che ingenti debiti e acchiappando pure un mucchio di denaro, come ben 450 milioni di euro. Tutto “frusciante”, come si suol dire.

aaa11moretti100Possibile che nessuno dei “condottieri”, cinque anni orsono, non avesse intuito che il puntare quasi l’intera posta sui cossiddetti corto e medio raggio avrebbe inevitabilmente condotto al prevedibile disastro? Ma sapevan costoro di quanto andavano già forte i “low cost” come Easy Jet, Ryanair e compagnia cantando? Possibile non fossero stati informati che i veri introiti, oltretutto con quella concorrenza in casa propria, in certi casi anche quasi sleale, sarebbero stati quelli dei voli a lungo raggio? E non sapevano che di lì a poco proprio mister Moretti con le sue Frecce avrebbe eroso ai jet il succulento mercato della Roma-Milano collegando le due città da centro a centro in sole tre ore, anche in inverno con il cattivo tempo e con la nebbia?

Errori passati, inutile piangere sul latte versato, inutile recriminare. Si guardi al futuro. Tra poco, a Palazzo Chigi altra riunione, con Maurizio Lupi, almeno apertamente, sempre ottimista, sembra aaa11moretti101sperando ancora in Mauro Moretti. Come lo spera il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, favorevole all’integrazione Alitalia-Ferrovie. “Oggi per avere una compagnia aerea globale – dice Squinzi – forse l’Italia è un Paese un pò piccolo e il trasporto aereo sta soffrendo in tutto il mondo. Se si può mettere mano a un progetto di medio e lungo termine, strategico per il Paese, sono a favore”. Il numero uno degli industrialia ha poi parlato di cuneo fiscale sottolineando che “8-10 miliardi sarebbe meglio” rispetto ai 4-5 ipotizzati dal governo.

Staremo a vedere, diciamo noi. Mentre il Gruppo Air France-Klm è paziente, affacciato alla finestra. O meglio, seduto sulla sponda del fiume….

Enrico Massidda