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Il Mezzogiorno e le privatizzazioni dell’industria pubblica dopo G20 Mosca

Il Mezzogiorno e le  privatizzazioni  dell’industria pubblica dopo G20 Mosca

Al G20 dei Ministri del Lavoro,delle Finanze e dei banchieri centrali tenutosi a Mosca il Ministro Italiano Fabrizio Saccomanni ha annunciato il piano per la crescita e per la riduzione del debito pubblico per il nostro Paese. Con l’attuazione di tale piano il Ministro prevede una ripresa tra il secondo e terzo trimestre del 2014.

Le risorse per tale piano vanno ricercate oltre che dalla riforma fiscale, dalla riforma della spesa pubblica, anche dalla vendita del patrimonio dello Stato e dalla privatizzazione, pur se parziale, di aziende pubbliche tra cui l’Enel,l’ENI e la Finmeccanica,aziende che sono “gioielli” statali e che producono ingenti dividendi allo Stato.

Gli italiani,quelli che pagano le tasse,sono stati in questi ultimi tempi sottoposti ad enormi sacrifici.
equitalia
Semmai è da registrare una limitata azione per scovare gli evasori a cominciare dalle più modeste microevasioni. Eppure con i sistemi computerizzati sarebbe facile, basterebbe impegnare alla lotta alla evasione Comuni,Regioni etc .. e definire un collegamento facendolo poi seguire da accurati accertamenti.

Soltanto per le macro evasioni dovrebbero essere utilizzati accertamenti più sofisticati.

Sottoporre tutti i cittadini a controlli si da l’impressione di trovarsi di fronte ad uno “stato di polizia “con il risultato che è quello del contenere drasticamente i consumi creando danni irreparabili alla intera economia del Paese oltre a violare la privacy.

Ma la preoccupazione più sentita è quella della vendita dei cosidetti “gioielli” dello Stato che penalizzerebbe ulteriormente il Mezzogiorno.
Il Ministro Saccomanni credo che sappia fin troppo bene che quando si avviò il processo di privatizzazione dell’industria di Stato il Mezzogiorno perse circa 500.000 posti di lavoro.
nord
E che le attività produttive in gran parte si attestarono al Nord. Con il contributo della Lega, poi, si è fortificata la direttrice di sviluppo che parte da Genova va a Torino, a Milano ed a Trieste e dove si continua a concentrare anche tutto il terziario produttivo avanzato mettendo fuori gioco il Sud del Paese.

Solo nell’area napoletana , per citare un esempio, il processo di privatizzazione dell’industria di Stato fin qui concretizzata ha prodotto la liquidazione di un fiorente sistema produttivo e nel campo siderurgico con l’Italsider, e nel campo del cemento con la Cementir, e con l’industria chimica con la Montedison e la Montefibre, e nel campo della trasformazione dei prodotti agricoli alimentari come la Cirio e potremmo continuare con la Selenia con la Pirelli etc…

Tutto ciò ha determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Salvo l’Alenia che ha rafforzato la produzione con processi di ammodernamento ed innovazione, grazie alla ferma volontà del Presidente Caporaletti, non ci rimane più niente considerando che la stessa Fincantieri tenta permanentemente il trasferimento a Trieste.

Ci sono, indubbiamente responsabilità della Regione che poco segue la strada del rafforzamento del sistema. Da tempo indichiamo da queste colonne che la Regione Campania si riappropri delle competenze costituzionali liberandosi della attività gestionale a cominciare dal settore trasportistico affidandolo, attraverso un bando pubblico internazionale a privati con maggiore competenza e prospettiva.
napoli
Il Ministro Saccomanni venga pure a fare una gita nel Sud e si renderà conto delle reali condizioni della desertificazione industriale con investimenti ridotti negli ultimi 10 anni del 50%(fonte SVIMEZ), della chiusura di 166 aziende che chiudono al giorno, delle difficoltà per l’accesso al credito, del reale conseguente tasso di disoccupazione e … potremmo continuare.

Ugo Grippo