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“Il fumo uccide” ma a noi piace tanto lo stesso. L’ultimo allarme sul vizio più diffuso al mondo arriva dal Surgeon General statunitense

“Il fumo uccide” ma a noi piace tanto lo stesso. L’ultimo allarme sul vizio più diffuso al mondo arriva dal Surgeon General statunitense

I danni che sigarette e sigari provocano alla salute sono ormai noti, eppure in pochi riescono a farne a meno: il fumo continua ad essere molto diffuso e le malattie che causa anche. Anzi, pare che le patologie riconducibili a questo vizio siano aumentate. A dirlo è il Surgeon General, il principale esperto di salute pubblica all’interno del governo statunitense.

Il primo rapporto ufficiale del Surgeon General fu pubblicato 50 anni fa (di domenica, a Congresso chiuso, per limitare le polemiche) e legava il fumo al tumore ai polmoni. L’aggiornamento del documento ci dice che oggi, a differenza di 50 anni fa, il rischio di morte causata dal fumo sia uguale tra uomini e donne, o meglio, che siano proprio quest’ultime a pagare il tributo maggiore.

images (3)Tra le quasi 40 patologie (a carico di praticamente tutti gli organi) causate o peggiorate dal fumo, il Surgeon General segnala: un aumento del rischio di ictus, la possibilità dell’insorgenza di glaucoma e degenerazione maculare, fino ad arrivare al diabete, all’artrite reumatoide e persino alle fratture all’anca.

Se poi ad essere fumatrice è una donna in gravidanza, allora  il bambino rischia di nascere con il labbro leporino. A queste malattie vanno aggiunti diversi tipi di tumore, oltre a quello che colpisce i polmoni.

Ma non sono solo i rischi ad essere evidenziati nel rapporto statunitense. Il documento si sofferma anche a “celebrare” i successi USA nella lotta contro le sigarette, spiegando come si sia passati da oltre il 50% al 18% di fumatori. Ancora oggi comunque 400mila persone nei soli Stati Uniti muoiono ogni anno per cause relative al fumo. ”Nei prossimi decenni 5,6 milioni di bambini vivi oggi moriranno prematuramente a causa del fumo – conclude il rapporto – se non agiamo subito per ridurre ulteriormente il numero di fumatori che è ancora inaccettabilmente alto”.

images (1)Se ci spostiamo nel nostro Paese, i fumatori  negli ultimi 50 anni sono notevolmente diminuiti: nel 1957 rappresentavano il 35,4% della popolazione italiana, per scendere al 20,6% nel 2013 (Fonte:dati Osservatorio fumo alcol e droga OSSFAD, indagine DOXA – Istituto superiore di sanità).

Eppure, su scala globale, in occasione della pubblicazione del Report on the Global Tobacco Epidemic 2013, l’Organizzazione mondiale della sanità si pronuncia: sono sei milioni l’anno le persone che, oggi, il fumo uccide.

Isadora Casadonte