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Il Diluvio universale di Mafia capitale investe anche i vertici romani del Pd e un sottosegretario

Il Diluvio universale di Mafia capitale investe anche i vertici romani del Pd e un sottosegretario

Continua travolgente, come un vero e proprio Diluvio universale per il mondo politico romano, l’inchiesta battezzata da tutti come Mafia Capitale che sta lambendo, se non prendendo in pieno, i vertici dell’amministrazione capitolina e della Regione Lazio.

Annunciata oggi altra ondata di indagati con dei nomi più che eccellenti. Uno fa parte del Governo: si tratta del sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione di Ncd coinvolto nella vicenda per l’inchiesta partita da Catania per la Cara, il Centro di accoglienza richiedenti asilo, di Mineo.

Poi c’è il nome di Marco Visconti, ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina guidata da Gianni Alemanno.
Per un contro bilanciamento politico c’è l’ennesimo provvedimento a carico di Maurizio Venafro, ormai ex capo di gabinetto del governatore Zingaretti uscito di scena tre mesi fa dopo aver appreso di essere indagato dalla Procura di Roma.

Tocca poi a Calogero Salvatore Nucera, ex capo segreteria di Francesco D’Ausilio quando era capogruppo del Pd in consiglio comunale a Roma, e ancora, Patrizia Cologgi, ex capo del dipartimento della protezione civile comunale. Insomma ce n’è abbastanza perché lo scandalo tiri in ballo i vertici del Pd che controlla sia l’Amministrazione Capiolani, con Ignazio Marino, sia la Regione con Nicola Zingaretti.

Questi ultimi due, ovviamente, sono nell’occhio del ciclone più di ogni altro. I vertici nazionali del Pd con loro. Le metastasi della corruzione capitolina e laziale, infatti, hanno fortemente coinvolti importanti personaggi direttamente e indirettamente legati al partito oggi responsabile della gestione sia dell’amministrazione capitolina, sia di quella regionale.

Da più parti, anche internamente al Pd, si levano richieste di dimissioni indirizzate al Sindaco, al Governatore Zingaretti e, come fa la Patrizia Prestipino, pure all’attuale commissario del Pd romano, il presidente del partito Matteo Orfini.

Si sta creando una situazione che potrebbe rendere persino più complesso, e più velenoso, il dibattito interno al partito che si sta ulteriormente sviluppando dopo i recenti risultati delle elezioni regionali. E in quest’ottica deve essere visto il tentativo dei vertici del Pd di difendere Marino e Zingaretti che, però, secondo alcuni commentatori è solo momentaneo.

Nel caso delle richieste interne, infatti, si ritiene che questi passi indietro possano costituire l’unica premessa per ottenere una pulizia completa nella politica e nelle istituzioni troppo pesantemente coinvolte in un malaffare dagli aspetti particolarmente odiosi, vuoi per il livello dei personaggi coinvolti, vuoi perché capace di coinvolgere anche associazioni di volontariato dedite all’assistenza degli immigrati.

Tra gli uomini coinvolti anche alcuni di spicco de La Cascina, una delle organizzazioni imprenditoriali di Comunione e liberazione. Una di quelle strutture molto chiacchierate già da tempo che ha portato a far nascere la storpiatura del nome in “Comunione e ristorazione”.

E’ certo che con la nuova ondata di arresti, Mafia capitale sta prendendo di mira una buona parte della classe politica laziale di maggioranza. La cosa viene ovviamente utilizzata dall’opposizione per chiedere addirittura le dimissioni di Matteo Renzi, il quale è intervento sulla vicenda sostenendo che chi ha sbagliato deve pagare.

Un po’ poco per coloro che sulla destra, però anch’essa pesantemente coinvolta nella vicenda, si sbracciano a gran voce contro la sinistra facendo finta di dimenticare che le premesse di questa vicenda affondano nei tempi in cui Roma e Lazio erano guidate da loro esponenti come Alemanno. Non è un caso che ieri c’è stato il clamoroso arresto di Luca Gramazio, capogruppo di Forza Italia, ma in gioventù legato al mondo di Alleanza Nazionale.

Oggi, così, sono tutte le istituzioni e quasi tutti i partiti a leccarsi le ferite dopo l’esecuzione delle nuove ordinanze di custodia cautelare che hanno riguardato anche un ex assessore del Pd, Daniele Ozzimo, i consiglieri comunali Pierpaolo Pedetti, Pd, Massimo Caprari, del Centro democratico, Giordano Tredicine, del Pdl, l’ex Presidente dell’Assemblea Capitolina, il pd Mirko Coratti, l’ex Presidente del Municipio di Ostia, pure pd, Andrea Tassone.

E’ quasi sicuro che la vicenda politica e quella giudiziaria non devono essere considerate affatto chiuse con quanto accaduto nelle scorse ore perché in molti aspettano delle novità, in particolare, perché il dibattito interno al Pd sul ruolo di Marino e Zingaretti è solo appena cominciato.