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Gli “antisabotatori” presenti in via Caetani ben prima dell’ora ufficiale del ritrovamento. Ma Franco Alfano smentisce e racconta la vera storia del cadavere di Moro nella R4 rossa

Gli “antisabotatori” presenti in via Caetani  ben prima dell’ora ufficiale del ritrovamento.   Ma Franco Alfano smentisce e racconta  la vera storia del cadavere di Moro nella R4 rossa

Caso Moro: 35 anni dopo spunta una nuova verità. Un gruppo di “antisabotatori” era a Roma in via Caetani già qualche ora prima del “ritrovamento” ufficiale del corpo del presidente della Dc nel bagagliaio della Reanault 4 rossa. E Cossiga giunse poco dopo. Forse questo il motivo delle recente riapertura delle indagini sulla morte di Moro da parte della Procura di Roma? A spostare indietro le lancette dell’orologio di quelle due o tre ore che potrebbero, almeno in parte, far riscrivere la storia del dopo uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse sono due uomini all’epoca in forza al gruppo “antisabotatori” della polizia chiamati in via Michelangelo Caetani per verificare che la R4 non fosse un autobomba e quindi che non si trattasse di una trappola.

Ma si tratta di una balla terrificante. Il collega Franco Alfano, allora redattore della tv privata romana Gbr, fu il primo a giungere in via Caetani avendo appreso la notizia da una radio collegata con la centrale operativa della polizia. Alfano e il suo cineoperatore Valerio Leccese giunsero quando ancora la zona non era stata “isolata”. “Visto che però Carabinieri e Polizia volevano mandarci via – dice Franco Alfano a noi di RomaSettimanale.it – cominciammo a suonare campanelli caetani10 per cercare di entrare in uno dei palazzi della strada. Ma nessuno ci voleva aprire. Alla fine, una signora, forse impietosita dalle nostre accorate richieste, ci aprì il portone, ma non ci volle in casa. Riuscimmo ad entrare sul terrazzo condominiale, all’ultimo piano. Valerio, con la telecamera puntata verso la Renault rossa, si sporgeva pericolosamente dal parapetto, ed io lo tenevo per gambe”.

“Intorno alla R4 – prosegue Alfano – c’era un gran folla. Poliziotti, artificieri, antisabotatori, uomini politici. Vidi arrivare trafelato Cossiga con il suo capo di gabinetto. Il portello del bagagliaio era chiuso, perfettamente integro, e si vedeva chiaramente che non era stato toccato. Dopo diversi minuti gli artificieri, con cautela, cominciarono a tagliare le lamiere. Così, avvolto in una coperta, apparve il corpo senza vita del povero Presidente della Dc. Ho ancora gli originali di tutte le immagini girate, fatte poi riversare anche su Dvd. Ricordo che le nostre di Gbr furono le uniche riprese del corpo di Aldo Moro. Uno vero scoop mondiale. Escludo nella maniera più assoluta che qualcuno possa aver aperto l’auto addirittura qualche ora prima. Questa notizia è davvero una bufala colossale”.

caetani5 bombVitantonio Rauso, autore di un libro che parla anche della vicenda, “La bomba umana”, che non sarebbe mai stato interrogato da alcun magistrato, e il collega Giovanni Circhetta, spostano, infatti, il momento dell’ora del loro arrivo davanti alla Renault alle 11 del mattino del 9 maggio 1978. Sul posto, di lì a poco, a loro dire, anche il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, che, invece, aveva sempre sostenuto di esser arrivato non prima delle 14. La famosa telefonata delle Br al professor Tritto che annunciava dove fosse stato lasciato il corpo senza vita di Aldo Moro fu, come è noto, delle 12,13. I due “antisabotatori” raccontano pure di una lettera lasciata sul sedile anteriore dell’auto, di cui non si è mai saputo nulla, e della tranquilla impassibilità del Ministro Francesco Cossiga e di chi era con lui, come sapessero già tutto.

Una verità, se trovasse conferma, a dir poco sorprendente che tingerebbe ancor più di giallo il rapimento e la drammatica fine del Presidente Moro nonostante lunghe e complesse indagini, confessioni e 4 processi, però rimasta sempre avvolta da un fitto alone di mistero. La “novità” di Rauso e Circhetta trova una indiretta conferma dall’ex Ministro socialista craxiano Claudio Signorile quel mattino casualmente presente nell’ufficio di Cossiga quando il Ministro, da un altoparlante in viva voce, fu informato della Renault 4 con all’interno il corpo senza vita “della nota personalità”. E Signorile riguardo l’ora, avrebbe confermato di essersi recato da Cossiga nella seconda parte della mattinata, “per un aperitivo, non per un caffè”, e di ricordare di aver assistito alla “comunicazione” tra le 10 e le 11. Un bel giallo, non c’è che dire, se non fosse appunto una colossale bufala.

Enrico Massidda