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Il Bordeaux, il regno del vino Fantastica integrazione uomo e natura che a volte si scatena e distrugge tutto

Il Bordeaux, il regno del vino  Fantastica integrazione uomo e natura  che a volte si scatena e distrugge tutto

Chi è pronto a viaggiare verso la terra del Bordeaux potrà sempre godere delle immagini di una magnifica integrazione dell’uomo nella natura. Con i suoi villaggi, i suoi ”chateaux”, le sue cantine è da sempre considerata la capitale mondiale del vino.

La regione è percorribile secondo tantissimi itinerari che formano un intreccio di cosiddette “strade” che, come quella del vino, aggiungono la possibilità di conoscere anche il resto che rende famose queste contrade.

Si potrebbe dire che c’è, qui, solo da scoprire “La strada…di qualunque cosa”, visto che a quella tradizionale legata direttamente ai grappoli d’uva, si sono aggiunte “ La strada dei castelli”, che vanta, tra gli altri quello di Margaux, e i non meno rinomati e famosi Lafite-Rothschild, Latour, Mouton-Rothschild.
Bayon-sur-Gironde-Eglise_sirtaqui_line
Vi è “La strada del patrimonio”, lungo la riva destra della Dordogne. Conduce nel Libournais attraverso i vigneti di Saint-Emilion, Fronsac, Côtes de Castillon e Côtes de Francs. Poi, ancora, “La Strada delle colline” che dominano il mare.

Il percorso è costellata dai tradizionali villaggi in pietra bionda, da chiese romaniche , come quella di Bayon, da resti dell’era pre-barbarica, romano e gallo come quelli di Gauriac e di Plassac. A cui si aggiungono, una volta sull’ Atlantico i piccoli porti dell’estuario della Gironda.

Quindi, da menzionare ancora “La strada dei Graves”. Vero e proprio paradiso per gli amanti dei grandi bianchi bordolesi, sia secchi, come il Graves, sia dolci come nel caso del Barsac e del Sauternes.
bordeaux
Infine “La strada delle Bastide”, le dimore di campagna, dette, appunto, bastide, i villaggi medievali di Cadillac, di Saint-Macaire, di Créon, di Sauveterre-en-Guyenne, di Montségur, l’Abbazia di La Sauve-Majeure.

Come si vede, se il vino esce dalla porta, rientra dalla finestra!
Quanto tempo ci vorrebbe a disposizione per vedere tutto quanto è cresciuto in questa zona grazie all’opera solerte, saggia e rispettosa della natura svolta nei millenni dagli uomini? Non importa porsi questa domanda, l’importante è partire.

Quest’anno ci sarebbe anche la drammatica possibilità di vedere le conseguenze di quando il ciclo positivo della natura è violentemente interrotto dalla stessa natura, fino a creare dei drammi veri e propri.

Come quello vissuto da una buona parte del Bordeaux agli inizi di Agosto. Una tempesta di vaste proporzioni e di grande intensità ha quasi distrutto del tutto la produzione di uva in una larga parte di una delle terre del mondo più legate al vino.
grandine uva
Secondo delle stime provvisorie, vigneti estesi per circa 20.000 ettari sarebbero stati completamente spogliati dei loro preziosi frutti da una fortissima grandinata e da una bufera eccezionale.

I vigneti offrono lo spettacolo desolante di viti che sembrano scheletri. Spogliate come sono state di foglie e di grappoli nel corso di un nubifragio durato solo dieci minuti, ma che ha distrutto un anno di lavoro e cure meticolose. Si calcola che i danni non possano essere considerati inferiori ai 100 milioni di euro.

Solo per un caso, la tempesta, che si è spinta a colpire anche zone della Champagne e del resto della Francia fino al Belgio, sembra abbia risparmiato alcune delle produzione degli ”chateaux” del Bordeaux e dei “Grand Crus” della Champagne più rinomati.

Molti dei produttori colpiti, grandi e piccoli, si trovano in guai seri perché da qualche anno non si sono più assicurati per i costi altissimi delle polizze richiesti dalle società di assicurazione.

Il disastro ha colpito i vigneti di Bordeaux dopo che altri violenti temporali hanno distrutto alcune aree vinicole della Borgogna nel mese di Luglio.
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I vinificatori della zona Côte de Beaune, tra cui i ben noti Pommard, Volnay, Monthélie, Beaune e dei distretti Mersault, invece, stanno ancora lottando per riprendersi dai danni causati loro dalla grandine lo scorso anno e dalle inondazioni di questa primavera. Anche qui, sia pure per solo 4 milioni, si lamentano dei danni.

John Balcony