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I giganti dell’informatica lamentano danni ingenti. Colpa spionaggio del Governo Usa

I giganti dell’informatica lamentano danni ingenti. Colpa spionaggio del Governo Usa

I giganti mondiali dell’informatica portano in tribunale l’Agenzia nazionale della sicurezza americana. NSA, per dimostrare che sono state anch’esse, in qualche modo, vittime dell’attività di spionaggio denunciata dopo l’esplosione del caso di Edward Snowden. Vittime nel senso che con la perdita di reputazione rischiano, ora, di rimetterci soldi

In testa c’è Yahoo che intende a tutti i costi, lo sta chiedendo da settimane e settimane, rendere di pubblico dominio l’entità e la qualità dell’attività che è stata costretta a svolgere sui dati dei propri clienti, sulla base delle richieste dell’agenzia di spionaggio.

Yahoo si dice danneggiata dalla campagna stampa mondiale degli ultimi mesi che avrebbe diffuso, a suo dire, informazioni sbagliate senza che la compagnia potesse difendersi e precisare le cose. E’ impedita dal farlo dalle norme sulla segretezza cui è impegnata dalla legge.

In ballo c’è la credibilità e la buona fede di compagnie telematiche che hanno fatto della riservatezza dei dati il loro cavallo di battaglia e che si vedono, invece, additati alla pubblica opinione, e soprattutto al loro mercato, come dei semplici spioni. E’ necessario, pertanto, precisare le responsabilità e la portata di questa attività.

Edward Snowden

Edward Snowden


Yahoo è interessata, prima di perdere clienti, a ridimensionare non solo il proprio ruolo diretto nell’operazione di spionaggio condotta dalle autorità americane e britanniche, ma anche a dire una parola chiara e a recuperare consenso. Soprattutto a dimostrare la propria buona fede ed il fatto che l’attività svolta per la NSA è stata niente affatto volontaria, ma assolutamente obbligata.

“Non comunicare le informazioni crea sfiducia” dicono i dirigenti di Yahoo che ,così, vogliono rendere pubblico il numero di richieste di trasmissione dati che riceve ogni anno dall’agenzia di spionaggio, ma per far ciò ha bisogno di un’autorizzazione da parte del tribunale.

Altri ricorsi analoghi sono stati presentati da Microsoft e da Google sostenendo che la loro reputazione é stata notevolmente danneggiata dalla polemica.

Le aziende sono preoccupate per le conseguenze che il continuo stillicidio di notizie sull’estesa opera di spionaggio, che adesso si sà riguarda anche i palmari, i conti in banca ed i risultati di analisi mediche, sta avendo sull’andamento del mercato. Secondo alcuni esperti le perdite potrebbero raggiungere i 35 miliardi di dollari nel giro di due, tre anni.

John De Giorgi