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I droni. Dalla guerra all’uso commerciale. Resta il problema del rispetto dei cittadini e dei loro diritti.

I droni. Dalla guerra all’uso commerciale.  Resta il problema del rispetto dei cittadini e dei loro diritti.

Sulla scia di ciò che è in procinto di accadere negli Usa, tra poco vedremo volare droni attraverso tutti i cieli del mondo. Non si tratterà di strumenti di guerra, bensì di velivoli telecomandati utilizzati per scopi civili e commerciali. Si prevede, infatti, che serviranno per il controllo del traffico, di larghe parti di territorio disabitato, per fare rilievi aerei.

Gli agricoltori potranno controllare i loro campi. Strade, ponti, dighe verranno ispezionate più facilmente ed anche da prospettive nuove e diverse. Pensiamo anche al controllo delle coste e del mare, oltre che alla possibilità offerta di intervenire contro l’inquinamento, gli incendi e le frane. In una parola, questi velivoli senza piloti entreranno a far parte del quotidiano di tante aziende ed enti pubblici.

Finora vi sono state difficoltà di ordine vario. Negli Usa, ad esempio, dovevano essere risolti i problemi legati ad una certa congestione degli spazi aerei e, così, sono state rilasciate solo limitate autorizzazioni per alcuni enti pubblici, ma è stato vitato ogni uso a fine commerciale.
telecamere
Non mancano, però, preoccupazione da parte di associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei cittadini. In particolare, della libertà di potersi muovere liberamente senza essere sottoposti a quei controlli che, di fatto, già esistono oggi con la diffusione capillare sul territorio di telecamere ed altri strumenti di controllo. Adesso, dicono, ci manca altro che a qualcuno salti in testa l’idea di controllare tutto, anche dall’alto.

Non è detto che, in realtà, visto come si è sviluppato il vizio delle agenzie della sicurezza di spiare tutto e tutti, questo uso dei droni non sia già stato in qualche modo pianificato dai nostri 007 all’insaputa di tutti.

Altra obiezione viene anche dal timore che aziende private usino i droni per raccogliere dati utili alle loro strategie per sviluppare ed incrementare i consumi dei loro prodotti.

I droni, dice Parker Higgins, della “Electronic Frontier Foundation, un gruppo impegnato per la difesa dei diritti dei cittadini nell’era digitale di San Francisco, potrebbero costituire un altro modo per le aziende di “raccogliere i flussi infiniti di dati relativi alle persone”.

Preparazione droni

Preparazione droni


Alcuni stati negli Usa hanno già introdotti dei limiti. La Virginia ha posto una moratoria di due anni sull’uso dei droni da parte dalle forze dell’ordine, ad esclusione dei casi di emergenza, per studiare le necessarie norme di tutela da introdurre a garanzia dei cittadini.

Le aziende del settore, intanto, sono sempre più agguerrite e stanno già avviando una competizione basata sull’abbassamento dei prezzi. Un intero sistema, costituito dal velivolo e la stazione di controllo, si può acquistare per meno di 100.000 dollari e con apparecchiature più piccole si scende anche a cifre che oscillano tra i 15.000 e i 50.000 dollari.

Cifre alla portata di molte aziende se si considera che un velivolo tradizionale può costare tra i 2 ed i 3 milioni di dollari per l’acquisto e migliaia di dollari l’ora in caso di affitto.

John De Giorgi