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Hollywood piange Philip Seymour Hoffman. L’attore muore tragicamente a soli 46 anni.

Hollywood piange Philip Seymour Hoffman. L’attore muore tragicamente a soli 46 anni.

L’attore Philip Seymour Hoffman, uno dei grandi del cinema contemporaneo, ci ha lasciati. È stato trovato morto ieri alle 11 e 30  nel suo appartamento di New York. La scena ricorda la scomparsa nel 2008 di un altro ancor più giovane, ma talentuoso protagonista degli schermi: Heat Ledger. Per entrambi infatti la causa del decesso è tristemente legata al consumo di stupefacenti, anche se per Hoffman la certezza definitiva arriverà soltanto oggi dopo la conferma degli esami tossicologici. Superata un’infanzia e una giovinezza difficile, l’attore aveva dichiarato in una intervista del 2013, di essere ricaduto nella droga solo recentemente, dopo 23 anni di astinenza. Aveva interpretato spesso personaggi dalla personalità complessa e ipersensibile che sembravano somigliargli anche nella vita. Primo fra tutti quel Truman Capote che nel 2005 gli era valso l’Oscar come migliore attore.

Ma la lista è lunga e solo per citarne alcuni, si passa dal complessato e geniale critico musicale di Almost Famous, al timido porno attore omosessuale di Boogie Nights, per arrivare al carismatico e anticonvenzionale leader di Scientology del più recente The Master. Philip-Seymour-Hoffman-600x337“ Del resto – aveva da poco dichiarato l’attore al Sundance Film Festival– è difficile non sentirsi in sintonia con la solitudine”. Philip Seymour Hoffman comincia  a studiare recitazione giovanissimo a New York. Dopo essersi diplomato nel 1989, benché il physique du role sia quello dell’attore caratterista, Il suo spiccato talento lo affranca progressivamente da ruoli-spalla per arrivare ad avere presto parti da protagonista. Calca egregiamente anche la scena del teatro e nel 2000 vince infatti il Tony Award. Nel 2010, aveva debuttato dietro la macchina da presa con Jack Goes Boating, e proprio nelle vesti di regista stava lavorano a Ezekiel Moss, scritto da Keith Bunin e ambientato nel periodo della Grande Depressione. Hoffman aveva già scelto i protagonisti, Jake Gyllenhaal e la candidata all’Oscar Amy Adams, con lui anche sul set di The Master. Per salutarlo le parole postate poche ore fa dall’amico Jim Carrey: «Una bellissima anima, la più sensibile di noi» per la quale «il rumore può essere troppo».

Beatrice Zamponi