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Guadagni in borsa con l’aiuto del Web

Guadagni in borsa  con l’aiuto del Web

Dalla “rete” indicazioni in anticipo per guadagnare in borsa? Sembrerebbe di si, almeno secondo il professore tedesco Tobias Preis che, dalla Gran Bretagna, sostiene come Il monitoraggio dei motori di ricerca presenti su internet potrebbe permettere agli investitori di conoscere in anticipo l’andamento oppure se il trend dei principali titoli nei listini sia al ribasso o al rialzo. Non siamo nel campo della fantascienza o della chiromanzia: bensì sui risultati di uno studio condotto dal professor Preis, docente di scienza del comportamento e finanza della prestigiosa Warwick Business School, nel Regno Unito.

Una ricerca che avrebbe dato dei sorprendenti risultati ,sia per la durata del tempo di osservazione, dal 2004 al 2010, e sia per il numero dei paesi monitorati,200, per tutto il tempo del monitoraggio. Sia per le parole prese in considerazione, 98. Alcune più specifiche, come «entrate», «disoccupazione», «credito» e «Nasdaq»; altre invece più generiche, come «libertà», «mondo» e «casa».

I risultati sono molto interessanti. Lo studio di Preis analizza le nostre “tracce digitali”, le informazioni che lasciamo nell’interazione quotidiana con l’universo del web. Il professore tedesco e la sua equipe hanno usato Google Trends. Esame che ha dato dei risultati molto interessanti. Per esempio, più aumentano le ricerche con la parola «debito», più cresce il numero degli operatori di borsa decisi a vendere azioni a un prezzo più basso rispetto a quello della settimana precedente. Allo stesso modo, Preis ha dimostrato che esiste un collegamento tra il numero di ricerche corrispondenti a una determinata società e le transazioni che ci saranno su quello stesso titolo nell’arco di una settimana.

borsaweb3 Tobias Preis“La possibilità di lavorare sui big data, enormi quantità di informazioni facilmente accessibili – spiega Preis alla rivista inglese Core – ci consente di avere una nuova visione del comportamento umano su larga scala. Google ha regalato a tutti noi la possibilità di individuare le decisioni collettive quando si trovano ancora in uno stadio iniziale. Non dimentichiamo che chi opera in borsa non è sconnesso dal mondo, ma usa Google e altre piattaforme simili per decidere su cosa investire».

L’elemento che fa più sensazione è la comparazione dei risultati di Google Trend con i prezzi di chiusura degli stessi trenta titoli che compongono l’indice Dow Jones – dal 15 marzo del 1039 al 31 dicembre del 2010 – con la quale si dimostra come il rischio era molto sottostimato all’inizio della crisi finanziaria del 2008.

«Anche se gli operatori di borsa diversificano gli investimenti per diminuire i rischi, questo potrebbe invece aver ampliato la crisi – spiega Preis -. Con il mercato sottoposto a un forte stress, le azioni tendono a muoversi nello stesso modo invece che casualmente, e questo ha portato a complicazioni ancora maggiori. Possiamo immaginare di usare i risultati della nostra ricerca per anticipare i crolli della borsa, così contribuire alla stabilità del sistema finanziario».

Tobias Preis sta già lavorando a una nuova analisi, questa volta sui dati di Wikipedia, una nuova frontiera per indagare su come quel che pensano le persone influisce sull’andamento dei mercati.

Enrico Barone