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Gran Bretagna: a rischio farfalle e vegetazione

Gran Bretagna:  a rischio farfalle e vegetazione

I segnali dell’avvicinarsi del disastro ambientale ci sono tutti. La notizia ha shoccato i britannici. Tutte le specie animali e vegetali presenti sulla loro isola sono a rischio e, comunque, stanno soffrendo a causa di qualche problema. Sotto denuncia è la cosiddetta antropizzazione dell’ambiente. Cioè, noi uomini che siamo invasivi e irrispettosi del territorio vissuto come “nostro”, invece che come luogo in cui siamo solo temporaneamente ospitati.

I dati, di cui riporta notizia ”The Guardian” di Londra, sono impressionanti: una ogni tre specie britanniche viventi, delle 3.148 prese in considerazione, si è dimezzata nel corso degli ultimi cinquant’anni. Una su dieci è a rischio di estinzione. Si tratti di insetti, di animali, uccelli, insetti, piante e fiori.

Particolarmente a rischio gli invertebrati, come le farfalle, alcune specie delle quali avrebbero perduto circa il 95 per cento della popolazione. Insomma, una vera e propria carneficina. La conferma che gli equilibri ambientali sono stati completamente sovvertiti con grave danno al nostro ecosistema. Le conseguenze su noi umani, “padroni” e non custodi, quali potranno essere?

vegetali4 460763517_5dfed1ca8e_z-586x384Le farfalle in Gran Bretagna stanno subendo un rapido declino a causa del clima eccessivamente umido. Un altro allarme arriva da Sir David Attenborough, presidente della Butterfly Conservation e famoso documentarista della BBC. A marzo le condizioni climatiche favorevoli avevano fatto ben sperare, le farfalle hanno, infatti, bisogno di un clima caldo e mite per svilupparsi e sopravvivere.

Lo scorso inverno non è stato molto rigido, tanto che molte specie sono comparse nei prati in anticipo sulla consueta tabella di marcia. Tuttavia, le piogge di aprile hanno smorzato l’ottimismo dei biologi, causando il declino della popolazione in una fase cruciale. E nel 2012 l’ennesimo colpo alle farfalle lo aveva sferrato un’estate insolitamente piovosa in Gran Bretagna, e poco calda.

Da parte sua, la ricerca ”State of Nature report”, realizzata sulla base di ricerche scientifiche e sulle osservazioni di migliaia di volontari appartenenti a circa 25 associazioni ben conosciute ed organizzate, punta il dito su alcune cause ben precise: insediamenti umani, nuove fattorie, distruzione di siepi, prosciugamento di laghetti e pozze d’acqua, uso dei pesticidi. Questo in Gran Bretagna che in fatto di rispetto ambientale non è certamente seconda a nessuna.

Viene la pelle d’oca a pensare alla nostra Italia, un tempo dall’irraggiungibile bellezza. Quante farfalle ancor resteranno in alcune zone del Sud dove mafia e camorra seppelliscono il materiale altamente inquinante in maniera abusiva. Quel materiale che, molto spesso, viene dal Nord, da zone dove c’è una delle più alte concentrazioni umane e industriali d’Europa?

Luca Marco Massidda