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Governo Uk ed Usa portati in tribunale per la questione spionaggio internazionale

Governo Uk ed Usa portati in tribunale  per la questione spionaggio internazionale

Come era prevedibile accadesse, un gruppo di cittadini britannici ha deciso di portare in tribunale i governi britannico e statunitense per aver consentito ai servizi di intelligence la messa in opera di programmi di spionaggio dei dati telematici e conversazioni tra milioni di persone. La citazione in Tribunale richiede anche una sospensione immediata dell’ utilizzo da parte della Gran Bretagna del materiale acquisito dal programma Prism , gestito dalla National Security Agency americana.

Allo stesso modo i querelanti chiedono un’ingiunzione temporanea al programma Tempora che permette al centro di spionaggio britannico GCHQ di raccogliere milioni di email, telefonate e conversazioni chat che transitano attraverso i cavi sottomarini che assicurano i collegamenti internet in entrata e in uscita dal paese.

Gli avvocati che tutelano gli interessi degli associati a “Privacy International”, questo il nome del gruppo organizzato di cittadini che si sono rivolti al magistrato, dicono che il programma non è né necessario né proporzionato. “Privacy International” ha presentato anche una domanda per l’Investigatory Powers Tribunal (IPT), che dovrebbe esaminare tutti i reclami circa la condotta delle agenzie di spionaggio della Gran Bretagna e spera che una pubblica udienza sia tenuta al più presto.
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Finora il governo britannico ha rifiutato di dire su quali basi legali sia stato autorizzato il servizio di spionaggio. I querelanti fanno riferimento ai diritti alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo: “Se le autorità del Regno Unito sono autorizzate ad accedere ad informazioni riservate, in segreto e senza il consenso degli interessati, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) richiede che vi sia un regime giuridico in atto che preveda sufficienti salvaguardie contro l’abuso di potere ed uso arbitrario. Al momento, scrivono nella citazione, non risulta esistere un tale regime “.

Nella comunicazione moderna, le e-mail e le telefonate fatte nel Regno Unito possono transitare attraverso gli Stati Uniti e possono, perciò, essere intercettate dalla NSA: “Attraverso l’accesso al programma degli Stati Uniti, le autorità del Regno Unito sono in grado di ottenere informazioni private su cittadini del Regno Unito, senza dover rispettare tutti i requisiti previsti per legge”, questo è quanto si sostiene nel ricorso.

Un secondo aspetto è sollevato nei confronti del programma Tempora, un sistema che memorizza per almeno 30 giorni una grande quantità di dati gestiti da internet attraverso i cavi sottomarini. “The Guardian” di Londra ha rivelato l’esistenza di questo programma come parte di un progetto del centro GCHQ chiamato “Mastering the Internet”, cioè archiviando internet . I dati sono condivisi con la NSA e l’anno scorso ben 550 analisti di entrambi i paesi vi hanno lavorato per filtrarne i contenuti.

“Privacy International” sostiene che questo progetto equivalga ad una forma di “sorveglianza generalizzata”. “La sorveglianza, viene ribadito nella querela, non può che essere giustificata, invece, come risposta proporzionata ad uno scopo legittimo. Intercettazione di massa di comunicazioni e controllo di massa dei dati costituiscono un’ingerenza sproporzionata dei diritti generali garantiti dall’articolo 8 della CEDU, e non si possono considerare intrapresi in virtù di un regime giuridico con sufficienti garanzie sulla loro conformità con la legge”.
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Il gruppo di querelanti ha deciso di rivolgersi ad un tribunale ordinario per timore che la questione potesse essere insabbiata. Nyst Carly, l’avvocato a capo dei legali di “Privacy International”, ha detto che il gruppo, infatti, vuole che la questione sia dibattuta pubblicamente. “Non dovrebbe essere una sorpresa. Perché il governo dovrebbe voler lavare i panni sporchi in pubblico quando tutto potrebbe essere gestito da un organo quasi giurisdizionale che incontra e delibera in segreto, le cui decisioni non sono né pubbliche né appellabili da parte di qualsiasi superiore autorità?”.

John Balcony