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Gli attentati di Parigi possono modificare il volto dell’Europa e la sua visione del mondo?

Gli attentati sanguinosi di Parigi non sono state le prime terribili gesta dell’estremismo islamista in Europa e, purtroppo, non saranno le ultime. C’è da chiedersi se non costituiscano, però, un punto di svolta e siano destinati ad influenzare fortemente gli animi e gli orientamenti degli europei.

In particolare, per quanto riguarda l’attenzione alle vicende del Medio Oriente ed alla sensibilità con cui vengono lette e seguite. Quindi, anche per quanto riguarda i risvolti che coinvolgono altre questioni molto complesse come quelle delle relazioni energetiche, economiche, religiose e culturali. Nell’immediato, quella  relativa al flusso dei migranti e della loro accoglienza.

E questo non solo perché è la prima volta che in un paese europeo assistiamo all’utilizzazione degli attentatori suicida. Tanto per vedere un solo aspetto che, però, riassume plasticamente le drammatiche ore della capitale francese le quali rischiano di costituire, davvero, l’11 settembre europeo. Con la banale considerazione che si tratta di operazioni più facilmente replicabili di quanto non lo sia stato l’invio di due jet contro le Torri gemelle di New York.

Del resto, le lunghe e drammatiche stagioni del terrorismo dei baschi, dell’Ira nel Regno Unito, così come quelle delle Brigate Rosse, italiane  e tedesche, ma anche la strategia stragista della mafia italiana, stanno a dimostrare che non è poi così difficile mettere a soqquadro con pochi uomini una capitale e, con essa, un intero paese, un intero continente.

Gli attentati parigini hanno