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Gli anticipi del sabato. Milan in crisi nera. Cassano stende il Napoli. Corini fa resuscitare il Chievo e vince il derby.

Gli anticipi del sabato. Milan in crisi nera. Cassano stende il Napoli. Corini fa resuscitare il Chievo e vince il derby.

Il calcio è strano. Forse lo sport più imprevedibile. In meno di cinque ore e su tre campi diversi, Verona, Milan e Napoli hanno conosciuto il primo vero tramonto dei rispettivi sogni di gloria. I rossoneri, senza vittorie dal 18 ottobre scorso, non vanno oltre l’1a1 contro un Genoa in dieci uomini per un tempo. Il Napoli di Benitez, dopo una gara non brillante, esce sconfitto per 1a0 in casa contro un Parma cinico al punto giusto. Male anche il Verona di Mandorlini. Sconfitto nel derby contro il Chievo all’ultimo respiro. Ossigeno meritato quello conquistato dai clivensi. Più affamati e convinti dei cugini a risalire la lunga strada che porta alla salvezza.

Questo il quadro. Ora bisogna provare a riempirlo di forme e colori per descriverne il significato. E in primo piano spunta il nome di Allegri. Un allenatore con le ore contate. Inzaghi, Seedorf e Tassotti sono dietro l’angolo. Già stimolati dalla società e pronti alla chiamata dal patron Berlusconi. 1milan11Il tecnico di livorno, ormai all’ultima spiaggia(e non è quella turchese dei caraibi), annuncia di non voler mollare. Lui non molla, i tifosi e la critica, invece, lo hanno già fatto. Ma al di la dei dubbi o del facile umorismo, il Milan è davvero alla deriva. Incapace di tirare fuori gli artigli quando serve e nelle mani di un talento ancora troppo fragile. Il Balotelli che sbaglia il rigore del sorpasso e poi si deprime per il resto del match, è lontano parente del cecchino in grado la scorsa stagione di trascinare la squadra in in Champions. La cosa che riesce meglio all’ex attaccante del Manchester è cinguettare un laconico “Questa è le fine”, poche ore dopo il fischio finale. Il solito Balo, un nuovo tweet e poche speranze di vederlo maturo. Può questo Milan affidare il suo futuro a un giocatore tanto forte quanto vulnerabile? Secondo Galliani la risposta è no. Per questo è quasi già scritto che a Gennaio, Super Mario fara marcia indietro verso l’isola Britannica. Un anno dopo. Con un volo Milano-Londra, direzione Chelsea, e nella valigetta trenta milioni di euro firmati Abramovic.

1milan3 napoliPer il Napoli la storia è decisamente diversa. L’era Benitez è appena iniziata, e sparare a zero sul suo progetto per una sconfitta casalinga sembra troppo facile.  Certo è, che se ti specchi troppo, vincere diventa più difficile che mai. E ieri sera, contro un Parma umile e attendista, con un pizzico di rabbia agonistica in più, la partita avrebbe avuto un’altra conclusione. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. E non si realizza nemmeno un’opera d’arte. Ma il problema del Napoli by Mazzarri sembra essersi riversato anche nella versione targata Rafa Benitez. Si piace troppo questa squadra. Sul più bello si invaghisce della sua bellezza e finisce per ritrovarsi sola dentro un mare di dubbi. Forse bisognerebbe provare a stravolgere il concetto scaramantico tutto napoletano. E così, forse, quello specchio amato bisognerebbe avere il coraggio di romperlo. E  chi lo sa, che invece di portare jella, potrebbe ragalare ai partonopei sette anni di successi. Senza quel necessario bisogno di ricordarsi in continuazione quanti si è forti e belli. Che non porta da nessuna parte.

Oggi tocca alla Juventus in trasferta contro il Livorno ricordare a tutti, ancora una volta, quanto voglia di vincere serve per arrivare primi.

Gianluigi Zamponi