UltimaEdizione.Eu  > 

Giovanni XXIII moriva 50 anni fa: Il Papa che aprì la Chiesa al mondo moderno

Giovanni XXIII moriva 50 anni fa:  Il Papa che aprì la Chiesa al mondo moderno

Cinquanta anni fa moriva Giovanni XXIII mentre tutto il mondo era raccolto in preghiera per accompagnarlo lungo il passaggio finale della sua vita. Era conosciuto in tutti e cinque i continenti. Nonostante non esistesse Internet e la tv restasse ancora una scatola, allora a transistor e senza satelliti, sconosciuta a gran parte dell’umanità. Per tutti era entrato già nella storia come il “Papa buono”. Non perché i predecessori fossero stati cattivi, ma perché la sua bonomia, la sua comprensione, il suo mettersi in dialogo con tutti lo aveva avvicinato umanamente anche a chi non aveva la sua stessa fede.

E’ stato il Papa del Concilio. Cioè del più grande gesto di apertura al mondo, alla modernità, ai nuovi paesi che si affacciavano sulla scena mondiale, che la Chiesa cattolica avesse fatto prima. La televisione nei paesi più ricchi, in bianco e nero, trasmise le sue apparizioni, i suoi interventi e lo fece entrare nelle case di tutti mentre carezzava un vecchio ammalato, stringeva le mani ai carcerati, ascoltava e parlava con i bambini malati. Il resto lo facevano la radio ed i giornali, letteralmente impazziti per lui, ad ogni latitudine.

Il cardinal Angelo Roncalli, proveniente da Sotto il Monte, povero paesello del bergamasco, era rimasto con l’animo ed i modi del vecchio parroco di campagna. Eppure, era uomo colto e fine. papagiov3 roncalli Vescovo[2] Una vita spesa, forse anche contro la sua indole, a fare il diplomatico.

Cominciò con la Bulgaria, dove creò stretti rapporti con la Chiesa Ortodossa. Prima di essere trasferito in Turchia, ad Istanbul, dove aiutò molti ebrei a sfuggire alla persecuzione nazista. Alla fine del 1944 fu la volta di Parigi. Si narra che il generale De Gaulle, cattolico tradizionalista, fece chiaramente capire al Vaticano di volere come Nunzio un uomo come lui che si era tanto impegnato a favore degli ebrei. Così, l’allora vescovo Roncalli, riuscì a far perdonare dal Generale francese molti dei vescovi suoi compatrioti, compromessi con il regime filo nazista di Vichy.

Alla fine, Pio XII esaudì le richieste di Angelo Roncalli intenzionato a tornare in mezzo ai fedeli. Il Papa fu più che generoso e, dopo averlo nominato cardinale, lo inviò come Patriarca a Venezia. Là Angelo Roncalli volle vivere come i veneziani più semplici. Rinunciò all’uso del motoscafo e della gondola patriarcale e si mise in giro utilizzando i mezzi pubblici. Aprì il Patriarcato a tutti.

Del tutto inaspettatamente, venne eletto al Soglio di Pietro alla morte di Pio XII. Il suo, vista l’età avanzata, doveva essere un pontificato di “transizione”. Divenne invece un periodo ricco di novità e fermenti sul piano teologico e per la vita quotidiana della Chiesa.

I suoi discorsi sono rimasti leggendari per il modo semplice che aveva di catturare l’animo dei fedeli. In questo senso, papagiov31celeberrimi restano quello ai carcerati di Regina Coeli, il carcere della Roma di allora, e quello cosiddetto della “luna” la sera dell’inaugurazione del Concilio. Resta, poi, l’invito al dialogo con tutti, senza eccezione: “se per la strada- disse un giorno- incontri un altro non chiedergli da dove viene, ma dove và. Se va nella tua stessa direzione camminate assieme!”.

Il 3 Giugno 1963 morì lasciando il Concilio aperto. Toccò a Paolo VI raccoglierne l’eredità. A partire dall’impegno, continuo e senza soste, a favore della pace nel mondo, sempre sull’orlo del conflitto atomico.

Quello di Papa Giovanni XXIII è stato un papato di cambiamento della Chiesa e nella Chiesa. Dopo di lui niente è stato più come prima per quanto riguarda aspetti fondamentali di dottrina e di evangelizzazione. Al suo impulso conciliare si deve l’introduzione delle messe nelle lingue locali, la vigorosa apertura del dialogo con gli altri cristiani e le altre fedi monoteiste, la riscoperta ed il rilancio dei laici e molto altro ancora che i suoi successori hanno sempre avuto come punto di riferimento nella loro azione pastorale e di guida spirituale.

Giancarlo Infante