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Il Governo incassa la fiducia al Senato nonostante l’ uscita dalla maggioranza di Forza Italia che chiede le dimissioni di Letta. Il Quirinale: “Non c’é bisogno”.

Il Governo incassa la fiducia al Senato nonostante l’ uscita dalla maggioranza di Forza Italia che chiede le dimissioni di Letta. Il Quirinale: “Non c’é bisogno”.

Il Governo in un clima convulso ottiene la fiducia al Senato sul maxiemendamento della Legge di stabilità nonostante l’opposizione di Forza Italia. A Palazzo Madama 171 si, 135 no e nessun astenuto. Come previsto e preannunciato è stato duro scontro. Approfittando della Legge sulla Stabilità, in dirittura finale al Senato per l’approvazione, Forza Italia ritira la fiducia al Governo di Enrico Letta e, come sostenuto dal capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, aveva poi chiesto che il Presidente del Consiglio si recasse al Quirinale per rassegnare le dimissioni.

Brunetta e Berlusconi, però, sapevano che ciò non sarebbe accaduto. Incassando la fiducia al Senato sulla Legge di Stabilità, già nelle cose dopo le decisioni della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, Enrico Letta resta a Palazzo Chigi con una maggioranza diversa. Ovviamente grazie all’apporto che gli viene dai 30 senatori passati con Angelino Alfano, Quagliariello e Cicchitto.

In ogni caso, prima del voto era arrivata la precisazione del Quirinale destinata a disilludere ancora una volta i seguaci di Berlusconi: il voto di fiducia al Senato sarà la prova della tenuta della maggioranza! Non c’é bisogno che adesso Letta salga il Colle da dimissionario.

Il precipitare della situazione si è avuto allorquando i due capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, fresco fresco eletto al Senato, e Renato Brunetta della Camera hanno convocato i giornalisti per dire loro, come ha fatto Romani che “non ci sono più le condizioni per proseguire nella collaborazione con questo governo. Ci siamo sentiti emarginati, buttati fuori dalla maggioranza, ma abbiamo continuato a inseguire il governo nella ricerca di un confronto. Per poi concludere: “Il maxi emendamento alla legge di stabilità è assolutamente irricevibile”.

Brunetta aveva così dato il via libera alla nuova situazione politica: “Per quanto ci riguarda le larghe intese sono finite, con oggi si apre la crisi”. Il capogruppo alla Camera si aspettava che Letta desse le dimissioni. Cosa che, come previsto, non è avvenuta.

Ovviamente,  l’altro obiettivo dell’operazione era, ed è, l’ex compagno ed ex Segretario di partito, quando stavano entrambi nel Pdl fino a qualche giorno fa, Angelino Alfano, che la mossa l’aveva già prevista da tempo. Così è stato sollecito nel dire la sua: “La legge di Stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del paese”.

Questo Centro destra aveva appena finire di applaudire al fatto che secondo i sondaggi d’opinione stava recuperando terreno e si ritrova, invece, spaccato definitivamente.

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Una spaccatura che diventerà ancora più plateale tra poche ore, il 27 Novembre, quando il troncone di Forza Italia, al momento ancora maggioritario, parteciperà alla manifestazione di piazza contro il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, mentre il gruppo di Alfano si asterrà dal farlo.

Enrico Letta, terminato il vertice bilaterale con i Russi capitanati da Vladimir Putin, era rientrato a Roma per partecipare al voto di fiducia.

RomaSettRed