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Forse un “patto” Moretti-Serracchiani? In Friuli al treno si preferisce l’Autostrada molti gli argomenti. Ma anche tanti dubbi

Forse un “patto” Moretti-Serracchiani?  In Friuli al treno si preferisce l’Autostrada  molti gli argomenti. Ma anche tanti dubbi

Lungimiranza e coerenza, questi sconosciuti. Ad ovest del Paese si insiste in Val di Susa nel bucar ad ogni costo la montagna per realizzar la TAV, il fondamentale corridoio ferroviario V (Quinto) ad alta velocità per assicurare celeri collegamenti d’ogni tipo da Lisbona, Portogallo, a Kiev, Ucraina. Dall’altra, dopo Venezia, verso Trieste, il silenzio. O meglio il vuoto, il nulla. Sembra che gli interessi dei friuliani, o meglio di una certa parte di essi, differiscano dal resto del Paese e dell’Europa intera. Ma questi friuliani non son soli, poiché una buona mano gli è data dagli sloveni che non hanno mai visto proprio di buon occhio nuovi binari sul loro territorio. Sorge spontaneo un dubbio: ci fosse mica un bell’accordo Moretti-Serracchiani, magari “benedetto” da una frangia del “partito loro amico”, per ostacolar la “resurrezione” del treno nella zona di Trieste? Ma come, il capo delle ferrovie che boicotta il Treno?

aaacorridoio80  30_01_2013_Moretti_Trieste_3Mauro Moretti non boicotta il treno. E’ un grande manager che di treni se ne intende, eccome. Ha fatto solo le sue scelte. L’Azienda deve rendere, essere attiva, non c’è dubbio alcuno. Per questo ha puntato quasi l’intera posta sulle Frecce, trascurando nei fatti il resto della rete che succhia denaro, a iosa. E i sondaggi su Trieste, finora non sono a dargli torto. Non prevedono un numero di passeggeri sufficiente per giustificar l’arrivo di una “Rossa” o Argento” che sia nella città giuliana, oltretutto con 120 chilomeri da percorrere a velocità ridotta.

Ma l’ingegner Moretti sembrerebbe trascurar anche il trasporto merci, che dovrebbe costituire il punto di forza della moderna ferrovia e che interessa, e molto, la Tieste del 2000 in cerca di riscatto. Sembra, ma non lo è. Basti ricordare il suo intervento, proprio a Trieste, il 30 gennaio scorso: “Il collegamento ferroviario tra i porti di Trieste e Capodistria è importante per tutto il Paese – aveva detto l’AD di FS Italiane – e nello spazio di un mercato unico europeo pensare ancora che si possa giocare sui confini per poter fare delle differenze credo sia sbagliato sia per l’Italia che per la Slovenia”.

aaacorridoio32Moretti è sveglio, attento è uno che vede lontano. Non lascia niente al caso. Conosce molto bene i modi e i tempi giusti per fare le cose. Processi lunghi, decisioni sofferte, interessi in contrasto e in conflitto per la “voce” di questo e quello che comanda. Non è facile andar d’accordo con tutti, o quasi. Ma Mauro Moretti ci è riuscito sempre, o quasi. E’ bravo anche in questo. Così avrebbe dato giocoforza manforte alla new entry Debora Serracchiani, dalle strategie di partito forse un po’ confuse. Evidentemente a Moretti ora conviene. E basta.

Risulta ci sia più d’uno che di treni e ferrovie a Trieste e nell’intero Friuli vorrebbe proprio non se ne parlasse. Ma non potendo stendere un pesante velo di censura, fa si che se ne dica sempre meno, e nel modo più possibile distorto. Già, perché in Friuli, è l’Autostrada che interessa. La terza corsia della trafficata A 4, prima di tutto. E perché mai, quando si parla ovunque e tanto di “cura del ferro” e di strenua lotta contro l’inquinamento?

Che starebbero facendo, dicon le “voci”, in Friuli? Non potendo prender più di tanto apertamente posizione, c’è chi avrebbe sguinzagliato i suoi scagnozzi delle diverse amministrazioni comunali a lanciar sassi nello stagno con le più strampalate argomentazioni, che più assurde sono più effetto fanno per affondar la Tav.

aaacorridoio6Una corridoio ovest-est che avrebbe, invece, fatto molto bene a Trieste e all’intera zona contribuendo a farla uscire dalla forte depressione post seconda guerra mondiale. Ora, col radicale mutamento geo politico della zona ancora in corso, tutto è cambiato. E’ cosa tutta nuova, con le opportunità di sviluppo che si sono arci moltiplicate a cominciare dalle attività portuali in grado da sole di dare notevole impulso all’incremento del prodotto interno lordo del Paese. Peccato, però, la cosa, che sia si chiami Tav o più semplicemente “ripresa del trasporto ferroviario”, sia morta già prima di nascere. A detta degli immancabili “maligni” sottilmente “aiutata” da quanti, potendo, hanno silenziosamente via via smantellato un sistema collaudato e vitale che reggeva quasi sin dalla comparsa delle ferrovie così da farlo dimenticare, rendendolo quasi “inutile” all’immaginario collettivo. Come mai ci fosse stato.

Da tempo, infatti, non c’è più treno passeggeri che da Trieste si arrampichi su per lo storico valico di Opicina con destinazione Zagabria, Belgrado, la Russia, Budapest, Bucarest, Sofia, Atene….perfino Istanbul, fino agli anni ’60 meta del leggendario Orient Express che partiva ogni giorno da Parigi transitando poi proprio per Trieste. Schermata 08-2456526 alle 13.34.32L’attuale stazione di Villa Opicina è il risultato di un’evoluzione durata all’incirca un secolo. La prima linea ferroviaria ad attraversare il territorio di Opicina (frazione di Trieste, situata sull’altipiano carsico a circa 300m di quota) fu la Vienna-Graz-Lubiana-Trieste, progettata da Carlo Ghega e completata nel 1857. Poi negli anni, una lunga serie di lavori. Gli interventi che interessarono anche i piazzali dello scalo merci si protrassero dal 1956 al 1963. Con appendice nel 1982.

Non ci vengano, comunque, a raccontare che il treno sulle lunghe distanze è superato. Dipende da come si fanno viaggiare i passeggeri, questo si. In proposito, non va dimenticato che solo da qualche tempo è stato organizzato il Mosca-Nizza, con tanto di confort in vagone letto e raffinato servizio ristorante. E i Russi, è noto, se non c’è business se ne stanno belli fermi e tranquilli.

aaacorridoio51E’ così che in Friuli sembra in funzione un collaudato sistema di disinformazione che ha nell’ignoranza il suo più forte alleato. L’importante è che si crei una bella confusione. Lo sopo è quello di rendere immangiabile il minestrone. Tanto disgustoso da dover esser gettato in pattumiera. Per l’esclusivo bene della Regione e di tutti, si intende!.

Per decretare la definitiva parola “fine” alla TAV dell’est, ora provano a giocare la carta dell’incoerenza progettuale, esaminando e dando i voti ad ogni singolo metro del progetto. Neanche il giudizio venisse dai più illustri professori. Gli “esaminatori” reclutati dai comuni sembra, con imperturbabile faccia tosta, siano fortemente impegnati nel tirar fuori le più folli e assurde conclusioni per creare sgomento e rabbia in chi le ascolta, come se il team dei progettisti ferroviari dell’Azienda di Stato solo tre anni orsono fosse stato composto da una gruppo di volenterosi quanto distratti scolaretti di prima elementare. Moretti li avrebbi cacciati tutti a calci nel sedere, prima di terminare.

aaacorridoio46Già, perché i moderni “Soloni”, ma non intesi come quelli che san tutto, bensì come grandi dispensator di sòle (ovvero fregature, come si dice a Roma, n.d.r.) cosa mai avrebber mai tirato fuori, stando alle indiscrezioni, dai loro usurati cilindri da prestidigitatori da operetta? Che seguendo il progetto ferroviario a Ronchi di Latisana si finirebbe per demolire opere già realizzate per la terza corsia dell’Autostrada A 4. Che a Pocenia, Porpetto e San Giorgio di Nogaro il treno finirebbe all’interno di alcuni fabbricati. E che a Villa Vicentina i binari, addirittura, finirebbero sospesi in aria, di ben 5 metri al di sopra della loro sede naturale, mentre a Cervignano occorrerebbero una decina di chilometri in più di quanto progettato per permettere ai convogli di entrare in interporto.

Follie da Luna Pak improvvisato di gitani disperati, per cui, lo studio di Rete Ferroviaria Italiana sarebbe proprio “tutta roba da buttar via”, come sembrerebbero aver sentenziato già in Regione. Il verdetto sarebbe già pronto, bello e infiochhettato tutto infarcito di queste gustose amenità, aaacorridoio60 serracchianipronto per esser consegnato dalla stessa Serracchiani al ministro dei Trasporti e Infrastrutture Maurizio Lupi, per sostenere una volta per tutte che l’Alta Velocità in Friuli non trova proprio alcuna giustificazione, almeno per quanto riguarda il trasporto passeggeri. Che hanno necessità, invece, di altri urgenti soluzioni.

Già, perché i friulani, abituati ai tempi della Guerra 1915-18, hanno le proprie radicate abitudini e non crean problemi salendo sui pochi scalcinati treni rimasti a collegar Trieste con Venezia in due ore e mezzo per percorrere poco più di 100 chilometri, grazie alla cronica penuria di denaro lamentata dal Presidente delle ferrovie di stato dottor ingegner Mauro Moretti, nonché storico “compagno di merenda”, a quel che si dice, di molti dei quali hanno disposto le succitate relazioni.

aaacorridoio72Riguardo le merci, i “solòni” mantengono più basso il tiro, ben sapendo dell’importanza del settore. Consapevoli, inoltre, del severo contingentamento del passaggio dei TIR in territorio austriaco, viene posta l’attenzione sull’istituzione di un diverso “corridoio ferroviario” che passando per Udine-Tarvisio possa collegare Friuli e Veneto alla Mitteleuropa. L’obiettivo della Serracchiani a questo punto appare più che chiaro: miglioramenti ferroviari locali si, urgenti e a macchia di leopardo dove sono più utili, attingendo i fondi dai 10 miliardi di Euro stanziati per la Venezia-Trieste. Come dire, “la Venezia-Trieste” rimanga come sta”. Meglio l’Autostrada, vero Serracchiani? E perché?

Enrico Massidda