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Fisco che non perdona: un problema smettere di fumare ora tocca alle sigarette elettroniche

Fisco che non perdona:  un problema smettere di fumare  ora tocca alle sigarette elettroniche

Cerchi in ogno modo di smettere di fumare ed ecco che entri nel mirino del fisco. Dappertutto, come funghi, stanno spuntando i negozi che vendono le sigarette elettroniche. Basta investire 18.000 euro e puoi aprire uno sgabuzzino in cui vendere questi aggeggi in “ franchising”. Per strada capita di vedere sempre più spesso gente che porta alla bocca queste strane penne stilografiche di una volta da cui aspirano fumo come se fossero dei mini “calumet” portatili.

Insomma, questa nuova moda si sta imponendo alla svelta sulla base dell’Illusione di aver trovato, finalmente, la sigaretta che non fa male. Eppure, qualcuno continua a sostenere che non si è ancora sicuri sul fatto che questo tpo di fumo sia tanto più salutare di quello tradizionale.Forse si tratta di una delle tante “ illusioni” collettive che prendono le società contemporanee? Può essere.

E se le “ illusioni” si inseguono l’un l’altra, anche il fisco italiano non è da meno e si mette sulla stessa scia per vedere se è possibile tassare anche loro. La conferma viene da un emendamento presentato al decreto sui debiti della Pubblica amministrazioni sigarette3secondo il quale anche a questa ultima “ illusione” sarebbe applicata la stessa tassa prevista per le sigarette normali.

In poche parole, anche se non c’è tabacco dentro queste sigarette elettroniche, verrebbe, in ogni caso, estesa anche a loro la stessa accisa prevista per sigarette, sigari e tabacco da pipa dove, invece, il tabacco c’é. L’idea alla base dell’emendamento è quella che tassa si estenda anche ai prodotti contenenti nicotina o sostitutivi del tabacco.

Il provvedimento si sarebbe reso necessario anche per rispondere al brusco calo delle entrate, circa 200 milioni di euro, registrato in soli tre mesi a cavallo del passaggio dal 2012 al 2013. Un calo che sarebbe dovuto proprio alla diffusione esponenziale di questa nuova “ illusione”.

Immediata la protesta dei produttori che gridano contro le lobby del tabacco.
Sarà anche vero ma non dimentichiamoci la “ voracità” del nostro fisco che, oramai, come lo Sceriffo di Nottingham che oggi, purtroppo, non trova sulla sua strada nessun Robin Hood, non fa altro che inventarsi tasse ogni mattina.

Riccardo Marini