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Fine settimana intenso per la politica. Bossi perde malamente le primarie con Salvini. Il Pd alla vigilia delle sue. Berlusconi continua con i suoi attacchi

Fine settimana intenso per la politica. Bossi perde malamente le primarie con Salvini. Il Pd alla vigilia delle sue. Berlusconi continua con i suoi attacchi

Un fine settimana davvero tumultuoso per il mondo politico italiano. Il Pd si prepara ad uno degli appuntamenti più importanti dei suoi ultimi anni. La corsa a tre per la segreteria, comunque essa vada a finire, può significare l’appuntamento del Partito Democratico con quel cambiamento di pelle che da tempo in molti indicano come necessario. Le primarie per la segreteria dirà se il cambiamento sarà all’insegna di Matteo Renzi o di uno degli altri due suoi sfidanti, Cuperlo e Civati.
Comunque vada, da domani il partito del Centro Sinistra sarà un’altra cosa rispetto ai due decenni passati nel corso del quale sono state più le delusioni, ed anche varie forme di “suicidio politico”, che le soddisfazioni portate a favore del proprio popolo, alla ricerca, finalmente, di un’occasione di autentico rinnovamento.
Alla vigilia di queste primarie si è consumato il definitivo passaggio d’epoca anche per un’altra forza politica che, nella cosiddetta Seconda Repubblica, aveva rappresentato uno dei pilastri di un modo diverso di fare politica, anche a livello di linguaggio e di comportamenti. E’ la Lega che ricorderà il 7 Dicembre 2013 come il giorno in cui, anche in maniera schiacciante, ha detto “basta” a Bossi e nella corsa per la segreteria gli ha preferito il ben più giovane Matteo Salvini.
Per il vecchio leone del secessionismo è andata proprio male. Ha perso in tutte le regioni in cui è presente la Lega che lui aveva inventato e creato. Alla fine Salvini ha ottenuto l’82 per cento. Al vecchio e tramontato leader è rimasto solo uno striminzito 18 per cento.

CONVEGNO "VERSO IL CODICE ANTIMAFIA"
Ma non è finita così. Anche il neonato partito di Nuovo Centrodestra, di Angelino Alfano, ha fatto la sua prima uscita di massa. Il primo passo pubblico nel Paese dopo la rottura con Silvio Berlusconi. Alfano ha ripetuto la propria giustificazione: non abbiamo aderito a Forza Italia perché piena di troppi estremismi ed estremisti. Loro del Nuovo Centrodestra, ha detto l’ex delfino di Berlusconi, non potevano accettare che il Paese facesse un salto nel vuoto facendo cadere in questo momento il Governo di Enrico Letta.
Così, Alfano si è rivolto al Pd per proporre un patto riformatore per tutto il 2014 durante il quale, fatte le riforme indispensabili al Paese, si creerebbero i presupposti per votare nel 2015.

Alfano ha risposto indirettamente al suo ex padrino, Silvio Berlusconi il quale è oramai impegnato in questa carica a testa bassa contro tutti coloro che fanno parte dell’operazione politica che, utilizzando la magistratura, è riuscita a defenestrarlo. Berlusconi fresco di accuse nei confronti del Capo dello Stato e della Corte Costituzionale ha ancora una volta preso di mira la Magistratura contestando al nostro Paese il fatto che l’Italia è l’unico Paese al mondo in cui i giudici non hanno alcun controllo.
Alessandro Di Severo